Viterbo – (sil.co.) – Bond argentini, banca condannata in via definitiva a risarcire gli eredi di una vittima nel frattempo deceduta. Ai familiari di un pensionato viterbese, difesi dall’avvocato Angelo Colucci del foro di Roma, sono stato riconosciuti dalla corte di cassazione oltre 91mila euro, a fronte di un investimento perduto superiore ai 62mila euro.
Soldi – Foto d’archivio
Via libera della cassazione a un risarcimento complessivo di oltre 91mila euro per l’investimento perduto agli eredi di un pensionato, che aveva siglato con un istituto di credito un contratto per l’acquisto di oltre 62mila euro di obbligazioni, emesse dallo stato argentino.
La sentenza è relativa al ricorso presentato dalla banca contro la sentenza con cui, il 19 settembre 2019, la corte d’appello di Roma ha giudicato fondati i motivi concernenti la violazione circa l’obbligo dell’intermediario di non eseguire operazioni inadeguate e rischiose per il cliente, un pensionato di 79 anni, senza esperienza in investimenti finanziari, stabilendo la liquidazione di una somma pari a 91.275,31 euro, detratte le cedole incassate, rivalutata e comprensiva degli interessi compensativi.
Il 5 giugno 2013 il tribunale di Viterbo aveva rigettato la domanda proposta dal pensionato – e poi proseguita dai figli dopo la sua morte, avvenuta 4 gennaio 2018 nel corso del giudizio d’appello – nei confronti dell’intermediario finanziario, avente ad oggetto declaratoria della nullità, pronuncia dell’annullamento e, comunque, di risoluzione del contratto di acquisto di obbligazioni emesse dallo stato argentino il 14 aprile 2000, per la somma di 62.157,55 euro nonché di risarcimento dei danni.
“Il giudice di secondo grado – si legge nelle motivazioni della sentenza con cui la sesta sezione civile della cassazione presieduta dal giudice Giacinto Bisogni ritiene infondato il ricorso e conferma quanto stabilito in appello – premesso che il valore dell’investimento perduto ammontava a 62.155 euro e che da esso era stata detratta la somma di 7556,25 euro, incassata a titolo di cedole prima del default dello stato emittente l’obbligazione, ha rilevato che: il credito risarcitorio era pari a 54.598,75 euro rivalutato secondo gli indici Istat nella somma di 71.087,5 euro; al fine di garantire ai danneggiati l’integrale ristoro del danno, anche da ritardata liquidazione, era da riconoscere un ulteriore importo per interessi compensativi pari a 20.187,74 euro da calcolarsi sull’importo originario, anno per anno rivalutato, per la somma complessiva, ristoratrice di ogni danno subito all’attualità, di 91.275,31 euro sulla quale sono altresì dovuti, dalla pubblicazione della sentenza, gli interessi corrispettivi al saggio legale”.
