Civita Castellana – “Cari bambini dell’Ucraina, io sono felice che voi siete venuti qua a Civita Castellana e anche se siete di un’altra regione l’importante è essere felici nella vita”. È dalla matita di una bambina di seconda elementare che arriva uno dei messaggi più belli di speranza, accoglienza e integrazione. Perché è lei, sul suo quaderno a quadretti grandi e con la leggerezza dei suoi 7 anni, a raccontare quello che accade dopo. Dopo la fuga dall’Ucraina. Dopo la guerra, i bombardamenti e l’orrore delle macerie. Dopo il viaggio stremante per migliaia e migliaia di chilometri. Perché dopo c’è la speranza. E l’arrivo nella Tuscia.
Civita Castellana – Il tema della bambina di seconda elementare
“Ieri abbiamo accolto nuovi amici… – scrive la piccola alunna dell’istituto scolastico Suore Francescane di Civita Castellana -, e io sono contenta che voi siete venuti qua”. Un tema che è il frutto di un percorso di integrazione che i maestri Danilo Corazza e Camilla Di Battista hanno intrapreso dopo che nell’istituto in cui lavorano sono arrivati sei bambini ucraini, fuggiti con le loro famiglie dalla guerra.
Tre frequentano la scuola dell’infanzia, mentre altri tre la primaria.
“Purtroppo nessuno di loro parla l’italiano – spiega il maestro Danilo -, e per questo abbiamo chiesto l’aiuto di mediatori linguistici e volontari. Anche per noi insegnanti l’arrivo di nuovi bambini è stata una novità improvvisa. Bella, ma improvvisa e abbiamo cercato di organizzarci al meglio possibile con la dirigente scolastica, suor Maria Ilieta Biazzi”.
Da ieri ad aiutare i maestri e i compagnetti con la comunicazione c’è un ragazzo laureato in lingue e dai paesi limitrofi, Corchiano e da Fabrica di Roma, arrivano ogni giorno volontari che, come sottolinea il maestro “ci stanno aiutando sia a livello didattico che di integrazione”. Perché è un’emergenza umanitaria e sociale e “bisogna rispondere su più fronti”.
Guerra in Ucraina – Bombardamenti a Mariupol
E se i piccoli alunni dell’istituto Suore Francescane non mancano di dimostrare affetto verso i nuovi compagni, i loro genitori e le famiglie non si stanno di certo tirando indietro.
“Tutti stanno dimostrando vicinanza, solidarietà e affetto. Hanno contribuito a comprare ai bambini tutto ciò che può servire loro per la scuola. Una gara di solidarietà bella” commenta Danilo.
Così come belle sono le parole della piccola alunna di seconda elementare. “Dalla Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia abbiamo iniziato un percorso per diffondere gli ideali di integrazione e da quel momento non abbiamo più smesso. La crisi umanitaria che si è generata a causa della guerra in Ucraina e l’arrivo delle famiglie a Civita Castellana hanno trasformato il tema dell’accoglienza e del diritto alla felicità in qualcosa di estremamente attuale. Ma i bambini, si sa, sanno sempre trovare nella semplicità le migliori parole al mondo…”.
Barbara Bianchi

