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Coltellate al Sacrario, le vittime: “Aggrediti da due italiani giovanissimi”

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La polizia al Sacrario

La polizia al Sacrario


Viterbo – Una feroce aggressione, le cui vittime non si spiegano il movente.

“Ci avevano chiesto l’accendino e glielo abbiamo dato, quando abbiamo fatto per riprenderlo ci si sono scagliati contro”, fanno sapere, tramite l’avvocato Orietta Celeste, i due amici finiti entrambi al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, la notte tra sabato e domenica, in seguito al pestaggio apparentemente senza un perché da parte di due giovanissimi di fronte alla ex chiesa degli Almadiani, al Sacrario, in pieno centro storico del capoluogo. 

La novità è per l’appunto che i due amici, un 35enne e un 45enne, sarebbero stati aggrediti da due giovanissimi. “Due giovanissimi apparentemente italiani”, secondo le vittime, che attorno alla mezzanotte di sabato 12 marzo, dopo una cena con altre persone, si sono fermati a fare due passi in centro prima di fare rientro nel centro della provincia da dove erano venuti nel capoluogo per trascorrere una serata in compagnia. 

Parcheggiata la macchina al Sacrario, le future vittime si sono incamminate a piedi. Era circa mezzanotte, forse qualcosa in più, quando sarebbero stati intercettati dai due ragazzi in cerca di accendino. “Nulla che potesse far pensare a cose strane, per cui glielo hanno prestato. Solo che invece di ridarglielo li hanno pestati”, spiega la legale.

Al momento della restituzione, uno dei due amici sarebbe stato colpito per primo violentemente al volto e poi raggiunto da una coltellata sferrata alla gamba destra, all’altezza della coscia, mentre l’altro è stato scaraventato a terra, dove ha battuto la testa talmente forte da perdere i sensi, mentre gli aggressori si davano alla fuga. Nella concitazione del momento avrebbe anche smarrito il cellulare, che non sarebbe stato rinvenuto, facendo ipotizzare il movente della rapina. 

E’ stato l’accoltellato a soccorrere l’amico che si trovava a terra privo di sensi, dopo di che la coppia si sarebbe trascinata verso la macchina, parcheggiata poco lontano, recandosi successivamente al pronto soccorso, quindi in questura per sporgere denuncia. 

L’uomo che ha riportato la ferita da arma da taglio è stato medicato con una decina di punti di sutura e dimesso dall’ospedale. L’amico, che ha invece riportato un trauma cranico, è stato trattenuto in osservazione fino al giorno successivo. Entrambi, dopo la querela, sono pronti a costituirsi parte civile. Sulle tracce degli aggressori il personale della questura. 


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Presunzione di innocenza – In caso di querela/denuncia

La querela/denuncia è l’atto, di chi si ritiene persona offesa o pensa di aver rilevato irregolarità, per chiedere l’intervento della magistratura per procedere nei confronti dell’autore di un presunto reato. Si tratta di accuse di parte e tutte da dimostrare, quindi. Chi sporge querela, va sottolineato, può rischiare di incappare in diversi reati tra i quali la calunnia. La denuncia è quindi un atto rilevante da tutti i punti di vista.

Nel sistema penale italiano vige sempre la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


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