Viterbo – Ottanta trattori diretti verso la prefettura. Ieri la manifestazione a Viterbo di agricoltori, allevatori e contoterzisti contro gli aumenti dei prezzi. Dal gasolio all’energia. Un’agricoltura strozzata, un settore a un passo dal collasso con i costi di produzione schizzati alle stelle.
Le conseguenze, di due tipi. Quelle immediate. “Se continua così – ha detto Marco Marini, un allevatore di Soriano nel Cimino – non possiamo più garantire il benessere degli animali. E saremo costretti a mandarli tutti al macello”. La seconda. “Mi è stata fatta espressa richiesta – ha detto l’avvocata Angela Ricci – di predisporre una lettera di disdetta di adesione ai sindacati di appartenenza”. Si tratta delle deleghe, quelle che garantiscono invece la sopravvivenza delle organizzazioni di categoria.
Viterbo – La manifestazione degli 80 trattori
La manifestazione, ieri mattina. Un’ottantina di trattori sono partiti dal parcheggio in fondo al parco commerciale del San Lazzaro a Viterbo. Oltre 150 i manifestanti. Un corteo di mezzi che ha attraversato la città da nord a sud, accompagnato dal reparto mobile della polizia di Roma, dalla stradale, dai carabinieri e dalla polizia locale. Con il traffico paralizzato per più di un’ora all’altezza delle due rotonde che si trovano lungo la strada prima di arrivare a Valle Faul. Da lì, una delegazione di dieci manifestanti è andata sotto al palazzo del Governo a piazza del comune per chiedere un incontro con il prefetto e il sottosegretario all’agricoltura Francesco Battistoni.
Viterbo – La manifestazione degli 80 trattori
“Avevamo chiesto un incontro a entrambi – ha spiegato Marini, uno degli organizzatori del corteo di ieri assieme a Daniele Romagnoli e a Gianpaolo Maurini -, ma non ci hanno nemmeno risposto”. Ieri, però, i manifestanti sono stati ricevuti. Non direttamente dal prefetto Giovanni Bruno ma da alcuni rappresentanti della prefettura. Non c’era invece il senatore Battistoni.
Viterbo – Marco Marini
“Presenteremo a breve – ha sottolineato Ricci – un documento con tutte le criticità e le enormi problematiche sta vivendo il settore. Chiederemo anche un tavolo tecnico con istituzioni e organizzazioni per trovare insieme delle soluzioni ed evitare il collasso definitivo di un settore fondamentale per l’economia dei territori, a partire da quella della Tuscia”.
Viterbo – Angela Ricci
Angela Ricci è l’avvocata incaricata dagli organizzatori di seguire tutte le procedure che hanno portato alla convocazione della manifestazione e all’incontro con la prefettura. Una manifestazione spontanea, senza sigle sindacali con le quali i manifestanti rischiano di andare in rotta di collisione. “Non ci sentiamo più rappresentati – hanno ribadito più volte gli organizzatori -, ci sentiamo abbandonati a noi stessi, con la sola prospettiva di chiudere le aziende”.
“Chiediamo solo che qualcuno ci ascolti – ha poi sottolineato Marini -, gli aumenti delle materie prime e del gasolio sono stati impressionanti, arrivati all’improvviso. Parliamo di oltre il 50-60%, mentre a noi allevatori, per il latte, dopo anni di battaglie hanno riconosciuto solo due miseri centesimi in più per il prezzo del latte”.
Viterbo – La manifestazione degli 80 trattori
“In questa situazione – ha poi aggiunto Marco Marini – andiamo avanti settimana per settimana e non possiamo più garantire il benessere degli animali. Abbiamo preso dei fondi europei per farlo, ma in questo modo siamo costretti a mandarli tutti al macello”.
Viterbo – La manifestazione degli 80 trattori
Quando si parla di benessere degli animali, il riferimento è allo stato di salute fisico e psicologico, così come all’opportunità, da parte dell’animale, di esprimere i propri comportamenti naturali. Il benessere animale si caratterizza poi attraverso cinque differenti libertà: 1) libertà dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione, 2) libertà di avere un ambiente fisico adeguato dove poter riposare, 3) libertà dal dolore, dalle ferite e dalle malattie attraverso diagnosi, cura e prevenzione, 4) libertà di manifestare le proprie caratteristiche comportamentali, e infine 5) libertà dalla paura e dal disagio.
“Infine – ha concluso Ricci – la domanda che le aziende agricole si pongono è la seguente: chi ha ricevuto fondi europei per garantire il benessere degli animali e poi ha chiuso l’azienda a causa della crisi, questi fondi li deve restituire oppure no?”
Daniele Camilli
Multimedia: Gallery: Crisi e caro gasolio, la protesta degli agricoltori – Video
Articoli: La manifestazione: “Ci volete schiavi, ci troverete ribelli” – Crisi e caro gasolio, Viterbo bloccata dal corteo di protesta degli agricoltori – Agricoltura in crisi, cinquanta trattori in marcia verso la prefettura…





