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Dice che il coltello proibito è per andare a funghi, ma non è stagione…

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Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Sorpreso in  macchina con un coltello a serramanico nel cassetto del cruscotto, dice che lo usa per andare a funghi. Ma siccome gennaio non è periodo di funghi, finisce a processo per porto d’arma proibita. 


I controlli dei carabinieri

Controlli dei carabinieri – foto di repertorio


Erano le 10,30 di una fredda mattina di gennaio del 2018 quando l’imputato fu fermato per un controllo  una pattuglia dei carabinieri, insospettiti da una manovra repentina messa in atto dall’uomo, alla guida di un’auto intestata alla sorella, mentre era in transito sull’Ortana vecchia.

Secondo l’accusa, ai militari avrebbe detto due bugie.

“Noi eravamo in servizio di perlustrazione, quando abbiamo visto la vettura svoltare improvvisamente verso una strada sterrata senza uscita, un vicolo cieco, in fondo al quale c’é un vecchio casale con un cancello dal quale si poteva accedere a piedi all’adiacente area di servizio della Molinella”, ha spiegato uno dei militari che hanno condotto l’intervento.

“Gli chiedemmo dove stesse andando e ci disse ‘a comprare le sigarette’, ma con sé aveva un pacchetto intero e un altro ancora a metà, per cui non gli credemmo, perquisimmo il veicolo e trovammo nel vano portaoggetti il coltello a serramanico del tipo proibito”, ha proseguito il teste.

“Disse che gli serviva per andare a funghi, ma a gennaio non  si va a funghi, per cui lo abbiamo sequestrato ed è scattata la denuncia, non avendone giustificato il possesso”, ha concluso.

Sia l’imputato che un suo amico hanno spiegato che quel coltello “dimenticato” nel cassetto del cruscotto serviva effettivamente per la campagna, per andare a funghi, per i barbecue.

Prendendo atto della lieve entità del reato, la stessa pm ha chiesto la non punibilità dell’imputato, pur sottolineando che, nella sua “pochezza”, pur sempre un reato è stato commesso.

Il giudice, sollecitato dalla difesa a un proscioglimento pieno, ha assolto l’imputato perché il fatto non sussiste. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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