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Draghi: “Putin non vuole la pace, il suo piano è un altro”

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Versailles – “Putin non vuole la pace, il piano di Putin sembra essere un altro. Io mi auguro che al più presto si arrivi ad uno spiraglio e noi faremo di tutto affinché Ucraina e Russia arrivino a parlarsi, purché sia preservata la dignità dell’Ucraina”.


Mario Draghi

Mario Draghi


Così il presidente del consiglio Mario Draghi in conferenza stampa al termine della seconda giornata del vertice informale dei leader dell’Unione europea che si è svolto a Versailles. “Questo consiglio europeo informale è stato veramente un successo, raramente ho visto l’Ue così compatta – ha commentato il premier -. Specialmente nelle discussioni di ieri c’era uno spirito di solidarietà su tutti gli argomenti che non credo di ricordare nei tanti Consigli europei a cui ho partecipato”.

“Le sanzioni adottate contro la Russia sono molto pesanti e sono state adottate da tutti senza esitazioni – ha continuato l’ex presidente della Bce -. Possono essere anche più pesanti, l’importante è essere consapevoli che hanno un impatto su famiglie e imprese”.

Draghi è entrato poi nel merito delle conseguenze della guerra in Ucraina per l’Italia: “Se l’economia dovesse indebolirsi occorrerà una risposta politica di bilancio che non può essere dei bilanci nazionali ma deve essere una risposta europea. Dobbiamo prepararci ma non è assolutamente un’economia di guerra. Ho visto degli allarmi esagerati. Prepararsi non vuol dire che ciò debba avvenire sennò saremmo già in una fase di razionamento”.

Sulla richiesta avanzata dall’Ucraina di entrare a far parte dell’Unione europea, il premier ha sostenuto che “c’è una grande disponibilità da parte di tanti, una grande determinazione da parte di altri e una notevole cautela da parte di altri ancora. Il presidente del consiglio ha poi aggiunto che “le regole per entrare sono molto precise e prevedono un lungo periodo di riforme strutturali. Io sono il primo a pensare che un messaggio di incoraggiamento sarebbe d’aiuto ma occorre rispettare anche cosa dicono gli altri”.

Infine Draghi ha toccato il tema dell’insufficienza di materie prime, in particolar modo nel settore agroalimentare: “Se questa situazione si aggraverà, occorrerà importare da altri paesi come Usa, Canada o Argentina. Ciò determina una necessità di riconsiderare tutto l’apparato regolatorio e questo argomento lo ritroviamo sugli aiuti di stato, sul patto di stabilità. C’è la convinzione che la Commissione debba rivisitare temporaneamente le regole che ci hanno accompagnato in questi anni”.


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