Viterbo – (sil.co) – “Sei indagato per pedopornografia”, c’è truffa per te nella casella di posta elettronica.
Non ha limiti la fantasia degli autori di finte e-mail. Spesso vere proprie e-mail truffa, ad esempio per rubare dati e svuotare conti in banca degli ignari destinatari che ci cascano.
Tra le più incredibili che circolano in questi giorni ce n’è una intitolata “Convocazione in giustizia, per le esigenze di un’inchiesta giudiziaria”. Un concentrato di accuse pesantissime e minacce nel tentativo di phishing che sta seminando il terrore tra gli utenti meno scaltri cui vengono contestati i presunti reati.
Truffa della pedofilia via email
“Sono il signor Lamberto Giannini, Capo Della Polizia, Director Generale della Pubblica Siccurezza e responsabile della Cooperazione internazionale di polizia”, si presenta pomposamente il presunto mittente.
In questo specifico caso, si tratta su un tentativo di truffa basato su una minaccia, c’è chi gioca con la paura delle persone. Se si è oggetto di indagine non arrivano comunicazioni via mail.
“Dopo un sequestro informatico di Cyber-infiltrazione in collaborazione con il Centro nazionale per l’analisi delle immagini di siti pornografici,pedopornografici et cyberpornografici(Cnaip), nella repubblica francese, nonché il servizio di Analisi dell’organizzazione Internazionale di Polizia criminale (Interpol, la contatto per informarla che è oggetto di numerosi procedimenti legali in vigore”.
Segue una sfilza di “termini” inquietanti, tali da spaventare pure un santo: “In particolare in materia di pedopornografia, siti pornografici, cyberpornografia, pedofilia,esibizionismo”.
“Siete pregati di farvi sentire la vostra voce via email all’indirizzo: lambertogiannini90@gmail.com – prosegue con tono e grafica perentori – scrivendoci le vostre giustificazioni affinché possano essere approfondite e verificate al fine di valutare le sanzioni; questo entro un rigoroso periodo di 72 ore”.
Tre giorni di tempo, un ultimatum, dopo di che saranno fulmini e saette: “Trascorso questo tale termine, saremo obbligati a inviare la nostra relazione all’ufficio del pubblico ministero preposto al tuo caso al fine di stabilire un mandato di cattura nei tuoi confronti”.
Non solo sarà spiccato un bel mandato di cattura, ma viene promessa anche la pubblica gogna: “Sarai quindi elencato come molestatore sessuale alla fine di questa procedura. Il tuo file verrà anche inviato hai media per la distribuzione al pubblico in generale al fine d’impedirti di recidiva e anche di scoraggiare altri candidati per questa pratica”.
Prima di “cordiali saluti” si legge “ora sei avvisato”, quindi la firma e un improbabile timbro: prefetto Lamberto Giannini, Capo Della Polizia Director Generale della Pubblica Sicurezza (tutto maiuscolo, forse pensando che così fa più scena ed è più credibile).
Infine, ultimo ma non ultimo, la mai alla quale si sconsiglia assolutamente di rispondere: lambertogiannini90@gmail.com.
Gli indizi della truffa
Ci sono però alcuni indizi che evidenziano che si tratti di una truffa: innanzitutto la mail dalla quale arriva la comunicazione, l’indirizzo a cui viene mandato il comunicato, il cui dominio è francese, infine il tu con cui si rivolge il sedicente comandante. In ogni caso, come consiglia la polizia postale, occorre stare attenti.
