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La sindrome di Bombacci, i pesci rossi e l’acquacotta…

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Viterbo – Ho provato a mettere un paio di pesci rossi in un acquario pieno di molti pesci neri. In particolare: ho messo in un branco di Oranda black dei Red clown pearlscale. Ero convinto che il grosso branco di black sarebbe diventato red. Ma nulla. I neri sono rimasti neri e nel nero i rossi si sono perduti.


Laura Allegrini, Alessandra Troncarelli e Chiara Frontini

Laura Allegrini, Alessandra Troncarelli e Chiara Frontini


Ovviamente non c’è nulla di male nell’esser neri e nel rimanere neri. Un po’ meno intellettualmente retto immaginare che i pesci neri non siano tali. Un po’ meno far da foglia di fico per una operazione guidata da una leader che amministrativamente, ideologicamente e per riferimenti e rapporti personali, al di là dei mimetismi politici, è di destra. E a esser di destra a Viterbo, va detto, può esser di grande vantaggio. Anzi è un complimento, niente di turpe. Insomma.

Perfino Vittorio Sgarbi, ricostruendo la posizione politica di Frontini, lo ha detto con chiarezza e nessuno lo ha smentito: “Giancarlo Gabbianelli è il principale sponsor di Chiara Frontini”. E di Gabbianelli si può dir tutto e il contrario di tutto, ma non che non sia orgogliosamente di destra.

Bisognerebbe, quindi, avere la forza di esser chiari. Cartesiani. Prenderne atto. Che uno Stefano Polacchi, per fare un esempio, stia nella lista di Chiara Frontini va benissimo. Ma niente trucchi delle tre carte. Niente civismo da due soldi. Niente infingimenti coloristici.

Il progetto rivoluzionario d’altra parte c’è ed è potente lo ha definito con tre parole lo stesso Polacchi: città dei papi, delle terme e dell’acquacotta. Quando si dice intellighenzia e innovazione. Roba da brivido intellettuale.

Roba da sindrome di Bombacci, per meglio dire. E per la politica viterbese, va detto, l’esempio è fin troppo nobile. Almeno sul banco del destino, da fasciocomunista, lui ci ha messo la vita. E non si dica che il paragone non calza, basta con queste fesserie. I paragoni non devono calzare, devono far capire cosa sta accadendo. 

Sta accadendo che a destra si muovono due operazioni. Una cartesiana fatta da Mauro Rotelli. E va detto perfin coraggiosa. L’altra confusa  e all’insegna del “raccogliamo tutto pur di vincere” guidata da Frontini. Il centrodestra rimanente non ha proprio una strategia.

Il partito di Rotelli è in crescita e sa che il resto del centrodestra rimanente e palese è incapace di una strategia politica degna di questo nome, basti pensare che si ipotizza persino di candidare Santucci o un civico. Che, vista la situazione, un centrodestra conflittuale e semidistrutto, per accettare deve somigliare molto a quello che una volta si chiamava, quasi romanticamente, lo scemo del villaggio. Solo un pazzo o uno che non sa che fare nella vita potrebbe accettare il ruolo dell’agnello sacrificale sull’altare di un centrodestra rimanente allo sbando. Insomma, va detto questo centrodestra a tinte santucciane e civiche è un bell’assist alla strategia di Rotelli. Un elettore di centrodestra e destra che dovrebbe fare? Vota l’ipotesi più di destra e coerente.

Il centrodestra rimanente sembra ispirarsi al terenziano Heautontimorumenos. E spera col solito trucco drammaturgico dell’agnizione di trovare, incredibile, un civico che con la bacchetta magica risolva tutti i suoi problemi. Magari quel civico è il disastroso Santucci. Detto anche “scegli uno e prendi due”: marito e moglie. Insomma un centrodestra a gestione familiare.

Per esser limpidi questo pezzo di centrodestra è nella più completa confusione mentale e politica.

Rotelli almeno mostra all’elettorato di avere una qualche idea della politica: strategia almeno chiara; candidata, Laura Allegrini, se solo di FdI, solida e già in corsa. Si aspetta solo un’idea della città… 

E potrebbe, con un partito in ascesa e con la leader Meloni, frequentemente in loco, essere una strategia efficace.

E il centrosinistra? Calma, calma, sta arrivando. Sta per strada… La candidata verrà ufficializzata in tempi brevi, per loro, non per la politica, dove la tempistica è tutto. 

Sarà proprio Alessandra Troncarelli con una probabilità intorno al… cento per cento. A questo punto i giochi sono fatti, sembra. Servono dei passaggi democratici…

Il rischio è che, se la tengono ancora un po’ a bagnomaria, la candidata, pur vispa, non riesca a sopravvivere alle cure… democratiche.

Ma insomma c’è il codice etico e il codice etico detta la linea e i tempi. Contenti loro.

Quando si dice nostalgia del partito leninista e del centralismo democratico. Scherzo, ovviamente.

Ma così va il mondo. 

Un’ultima constatazione, forse inaspettata. Debbo dire che gli interventi di FdI e del Pd comunali, a seguito del mio fondo di qualche giorno fa, mi hanno sorpreso positivamente. Almeno si è tornati a parlare con le persone. I cittadini. A spiegare cosa sta accadendo. Cosa si sta facendo. Non ancora di politica della città, ma almeno le due uniche strutture politiche degne di questo nome, hanno reagito a un tentativo di analisi politica. Imperfetto quanto si vuole, ma un tentativo di analisi politica. 

E sarebbe utile, ora, iniziare a ragionare un minimo di progetti per la città, magari non a base di acquacotta. Cosa “importantissima” e “fondamentale” ma, come direbbe Pericle, non proprio fondamentale per sviluppare un’azione politica ragionata. 

Carlo Galeotti


Articoli: Pd: “La risposta al tempo finora trascorso è nel nostro codice etico…” – FdI: “Nessuna tentazione egemonica ma non vogliamo essere ruota di scorta” – Ma questi so’ matti? di Carlo Galeotti


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