Bagnoregio – (b.b.) – Morta dopo un incidente a Bagnoregio, in località Capraccia, l’appello del padre per mettere in sicurezza la strada. Quel tratto della Umbro Casentinese che in un anno e mezzo ha spezzato tre vite.
L’ultima, quella di sua figlia Angela Mignogna, 37 anni, che sabato notte è rimasta coinvolta in uno scontro tra due auto all’altezza dell’incrocio tra Bolsena e Bagnoregio, e ieri mattina è deceduta, dopo aver combattuto per un giorno in un letto d’ospedale di Belcolle.
Angela Mignogna
“In un anno e mezzo, in quel tratto di strada si sono verificati tre incidenti mortali” commenta il sindaco di Bagnoregio, Luca Profili, che ieri pomeriggio ha parlato con il padre della 37enne nel comune intento di mettere in sicurezza l’area. Alla telefonata, ha poi fatto seguito un incontro con il comandante della polizia locale e la scrittura di una lettera che oggi verrà inviata alla Provincia di Viterbo, proprietaria della strada, e alla Prefettura.
“Bisogna intervenire con modifiche alla segnaletica cartellonista e luminosa e con la realizzazione di rotatorie” prosegue il primo cittadino Profili, motivato più che mai, dopo l’ennesima tragedia, a cercare soluzioni. “Occorre fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità affinché vengano evitate altre morti. La Umbro Casentinese è una strada che in alcuni tratti è larga, viene percorsa ad alta velocità e i numerosi incroci a raso la rendono pericolosissima” spiega.
Luca Profili
L’incidente che è costato la vita ad Angela Mignogna è avvenuto nella notte tra sabato e domenica, intorno all’una. Per cause in corso d’accertamento, due auto, una Volkswagen Tiguan e una Bmw, si sono scontrate. Sul posto sono intervenuti due pattuglie dei carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia di Montefiascone, insieme ai vigili del fuoco del distaccamento di Gradoli e ai sanitari del 118 con quattro ambulanze.
“Tempo fa, nelle vicinanze del luogo dell’incidente c’era un autovelox fisso, che è stato poi tolto per essere calendarizzato due volte al mese. Probabilmente sabato non le avrebbe salvato la vita, ma rappresentava comunque un deterrente. Un limitatore di velocità” continua Profili.
“Mettere in sicurezza la strada è una battaglia che ho intenzione di vincere” spiega. E non sarà solo. Accanto a lui, il padre di Angela. “L’ho sentito, è un uomo distrutto dal dolore, ma determinato a combattere. A cercare soluzioni affinché tragedie del genere non accadano più – conclude Profili -. Non può esistere, nel 2022, una strada in cui ogni settimana si verificano incidenti. Alcuni dalle conseguenze meno drammatiche, altri terribili…”.
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