Viterbo – “Sono venuti a mancare subito farina, zucchero e pasta. In molti supermercati gli scaffali sono stati svuotati già la prima settimana di guerra”. Elvira Fatiganti è la segretaria generale della UilTucs di Viterbo, il sindacato che si occupa dei lavoratori del mondo del commercio. “Ed è da loro – precisa Fatiganti – che abbiamo le notizie”.
Notizie legate a quelle della guerra in Ucraina dove la prosecuzione del conflitto fa temere il peggio, ossia il suo allargamento a ovest, cioè a tutto il continente europeo. A preoccupare anche l’annuncio dello sciopero degli autotrasportatori.
La spesa al supermercato
“Le persone – prosegue Fatiganti – di fronte a queste notizie va subito al supermercato per fare scorte. Non è la prima volta che succede. L’ho visto fare anche durante la guerra in Bosnia negli anni novanta. Anche in tal caso la gente pensava che nel giro di poco tempo quanto stava accadendo nei Balcani sarebbe dilagato anche in Italia. E anche allora ci fu la corsa all’acquisto dei prodotti di prima necessità”.
“Una specie di sindrome”, la definisce la segretaria della UilTucs. Una “sindrome” legata anche a “una generazione che, spesso non ci si fa caso, ma è tra le generazioni che hanno vissuto più di tutte le guerre. Guerre di ogni tipo. Basta fare un conto. Chi ad esempio è nato negli anni ’70 ha vissuto almeno una decina di conflitti importanti. Conflitti che portavano con sé il rischio di una possibile escalation. Certo, da questo punto di vista la guerra in Ucraina al momento è la peggiore di tutte. Non solo, ma i socialnetwork e la rete di comunicazione in generale hanno messo di nuovo le persone di fronte a bombardamenti a due passi da casa e di nuovo davanti ai figli di vent’anni che partono per il fronte. L’ultima volta lo abbiamo sentito dire dai nostri nonni o, per chi era già grande, lo abbiamo visto con i soldati americani che andavano in Vietnam”.
La segretaria della UilTucs Elvira Fatiganti
Una situazione di cui si sentono peso e clima girando anche per Viterbo. le persone ne parlano per strada o quando entrano nei negozi. Chiedendosi gli uni con gli altri se è vero quello che si sente dire dalla televisione che la gente fa man bassa di tutto nei supermercati. Per poi scoprire nel corso del discorso che anche loro hanno fatto la stessa cosa.
“A pesare – commenta poi la segretaria del sindacato – è stato anche l’annunciato sciopero degli autotrasportatori, stoppato poi dalla commissione di garanzia. Questo ha fatto temere che per un po’ non ci fossero più prodotti sugli scaffali”.
“I generi di cui le persone fanno subito scorta – sottolinea Fatiganti – sono lievito e farina. Per fare il pane, la pizza e tutto quello che si fa con il lievito e la farina. Però va detto pure che si tratta di un’illusione. Se dovesse veramente scoppiare una guerra, ad essere colpite sarebbe subito le infrastrutture. Una volta i nostri nonni avevano il caminetto oppure il forno. Avevano fonti di energia autonome. Oggi, se manca la luce, non cucini più niente. E con farina e lievito, se non c’è elettricità, non ci fai nulla”.
Altro problema è l’acquisto di generi alimentari in sovrannumero. “Il rischio, in situazioni come queste – conclude Elvira Fatiganti – è l’accaparramento. Cioè, come il termine stesso dice, l’incetta di merci a fini di speculazione”.
Daniele Camilli

