Viterbo – “Se non cambiamo mentalità la guerra sarà sempre alle porte. Con la guerra tutto è distrutto. Con la pace tutto è possibile”. Il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli legge l’atto di consacrazione al cuore immacolato di Maria, voluto da Papa Francesco. Lo fa, così come ieri pomeriggio lo hanno fatto i vescovi di tutto il mondo. Una voce contro la guerra in corso tra Russia e Ucraina, alle porte dell’Europa.
Viterbo – La messa per l’atto di consacrazione a Maria
“Solo una cultura condivisa della pace può evitare la guerra – ha poi detto Fumagalli nel corso dell’omelia -. Dio chiede all’uomo di collaborare al suo disegno di salvezza. E Dio si serve degli uomini invitandoli a sentirsi responsabili del bene di tutti e di ciascuno. Se c’è una risposta che il Signore respinge è quella dell’indifferenza”.
Viterbo – La messa per l’atto di consacrazione a Maria
La messa, ieri pomeriggio alle 18, nella basilica di Santa Maria della Quercia. Attorno a lui clero viterbese e don Massimiliano Balsi, il sacerdote del santuario all’ingresso della città dei Papi. Di fronte a lui, tante le persone che hanno partecipato prima al rosario e poi alla consacrazione e alla messa che ha fatto seguito. Assieme a loro le comunità ucraina e quella ortodossa. Ucraini e russi seduti gli uni accanto agli altri. Insieme per una delle solennità più importanti dell’anno liturgico.
Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli
“Se non riusciremo a cambiare mentalità – ha proseguito il vescovo -, sentendoci parte attiva nella costruzione del bene comune e in quella di comunità vive e solidali, la guerra sarà sempre più a un passo da noi. Guerre, quelle del passato, da cui non abbiamo imparato niente”.
Viterbo – La messa per l’atto di consacrazione a Maria
“Abbiamo smarrito la via della pace – sta scritto nell’atto di consacrazione voluto dal Papa -. Abbiamo dimenticato la lezione delle tragedie del secolo scorso, il sacrificio di milioni di caduti nelle guerre mondiali. Abbiamo disatteso gli impegni presi come comunità delle nazioni e stiamo tradendo i sogni di pace dei popoli e le speranza dei giovani. Ci siamo ammalati di avidità, ci siamo chiusi in interessi nazionalisti, ci siamo lasciati inaridire dall’indifferenza e paralizzare dall’egoismo. Abbiamo preferito ignorare Dio, convivere con le nostre falsità, alimentare l’aggressività, sopprimere vite e accumulare armi, dimenticandoci che siamo custodi del nostro prossimo e della stessa casa comune. Abbiamo dilaniato con la guerra il giardino della Terra, abbiamo ferito con il peccato il cuore del Padre nostro, che ci vuole fratelli e sorelle. Siamo diventati indifferenti a tutti e a tutto, fuorché a noi stessi”.
Viterbo – La messa per l’atto di consacrazione a Maria – Le comunità ucraina e ortodossa
Infine l’invito del vescovo Fumagalli. “Continuiamo ad accogliere i fratelli e le sorelle che fuggono dalle bombe, dimostrando calore e accoglienza nei confronti di tutti. Aiutiamo i bambini. E speriamo che questa accoglienza generosa crei una cultura del dialogo, della condivisione e della solidarietà. L’unico modo per rispondere ai conflitti”.
Daniele Camilli




