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Viterbo – “Se non mi alleo con Frontini presenterò una lista di testimonianza e correrò da solo. Frontini è una candidata di centrodestra”. Vittorio Sgarbi non ha ancora raggiunto l’accordo con la candidata del movimento 2020 in vista delle prossime elezioni comunali che, come ha detto Sgarbi, “al 95% si faranno il 29 maggio. Ho parlato ieri sera con il presidente del consiglio Mario Draghi”.
Sempre ieri sera Sgarbi ha incontrato a cena Frontini “alla quale – ha detto il sindaco di Sutri – ho dato alcune suggestioni”.
Questa mattina la conferenza stampa di presentazione di un primo abbozzo di programma politico della lista di Sgarbi a palazzo Ubertini in via Chigi a Viterbo.
Quindi, le strade aperte sono ancora due. Da solo, con una lista di “testimonianza”, “Io Apro Rinascimento”, oppure con Frontini. Esclusa l’ipotesi di allearsi con un partito di centrodestra come Lega o Fratelli d’Italia. “Laddove il centrodestra va diviso e Forza Italia fa l’accordo con il Pd – ha ribadito Sgarbi – io sono libero”.
“Anche Giancarlo Gabbianelli – ha poi aggiunto -, che è stato un sindaco di grande lucidità, mi ha indicato la strada di Frontini”.
“Io apro – ha spiegato il deputato e critico d’arte Sgarbi – vuol dire apro le menti, i posti chiusi, i parrucchieri, i musei. Io apro alla libertà. Poi Io apro Rinascimento vuol dire anche che apro a un’epoca nuova”.
“Rinascimento è poi una parola che indica rinascita – ha proseguito – da una condizione di morte o malattia. Il rinascimento è poi il momento storico più importante di tutta la storia umana. Rinascimento vuol dire anche Machiavelli, Gucciardini, Castiglione. La politica a fianco della cultura”.
Una nuova epoca fatta di eventi e cultura. “Non mi candido sindaco – ha detto Sgarbi – perché lo sono già a Sutri, diventata in poco tempo il borgo più bello d’Italia. Un modello che può essere realizzato anche a Viterbo. Posso invece fare l’assessore alla bellezza”.
Come? Innanzitutto con i festival. “Un festival di Viterbo – ha sottolineato Sgarbi -. Avete avuto Caffeina che però è tramontato. Occorre un festival che possa attrarre le persone e spingerle poi a visitare il resto della Tuscia. La Tuscia è come il Salento. E Viterbo deve essere il riferimento fondamentale”.
Nel novero delle proposte, c’è anche Santa Rosa. “Santa Rosa – ha commentato Sgarbi – sarà il simbolo di una battaglia che vede in Viterbo una città della spiritualità”.
Daniele Camilli
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