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Oggi secondo round di negoziati, ma sulle città ucraine continuano a cadere le bombe

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Kiev – È atteso per le 13 nella regione di Brest, in Bielorussia, il secondo round di negoziati tra la delegazione russa e quella ucraina. A quanto si apprende, tra gli ordini del giorno ci sarebbe anche un ipotetico “cessate il fuoco”. Nel frattempo però le città ucraine si sono appena lasciate alle spalle un’altra notte sotto le bombe.


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Se da una parte si alimentano le speranze che Russia e Ucraina possano trovare un’intesa ai negoziati, dall’altra si registra anche un’intensificazione delle operazioni militari da parte delle forze di Mosca. Nella sola città di Kiev nella notte ci cono state almeno quattro esplosioni, di cui due nel centro della città e altre nei pressi di una stazione della metropolitana. La città di Kherson è stata conquistata dai russi, mentre Mariupol è ancora sotto assedio ed è rimasta senza acqua.

Nel frattempo continua a crescere il numero di vittime civili. Nella città di Izium, secondo quanto riportato dal vicesindaco Volodymyr Matsokin, sei persone sono morte negli attacchi. Di queste vittime, due sarebbero bambini. A Kharkiv invece gli attacchi militari russi hanno colpito tre scuole e la cattedrale dell’assunzione. Non è chiaro al momento se ci siano morti e feriti. Nei bombardamenti sulla città ha perso la vita un’osservatrice dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce).

Cresce anche nel frattempo il numero di profughi. L’alto commissario delle Nazioni unite per i rifugiati, Filippo Grandi, ha riferito che in soli sette giorni un milione di ucraini ha abbandonato il proprio paese per trovare riparo in quelli confinanti. 

Ma ad aumentare e intensificarsi è anche la pressione internazionale su Vladimir Putin affinché il presidente russo ponga fine alla guerra. La Corte penale internazionale fa sapere che è stata aperta un’indagine su presunti crimini di guerra commessi dalle forze russe, mentre l’Onu da parte sua ha approvato con un’ampia maggioranza la risoluzione contro Mosca e chiesto nuovamente un immediato ritiro delle truppe. Continua inoltre la fornitura di armi all’Ucraina da parte dei paesi occidentali.


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