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E ora spunta la coalizione Draghi, con la Lega che guarda a una alleanza col centrosinistra

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Umberto Fusco con Enrico Panunzi

Umberto Fusco con Enrico Panunzi

Viterbo – Il crollo della coalizione di centrodestra induce tutti a giocare a tutto campo. La Lega verso la coalizione di centrosinistra.

Si lavora e si discute ormai di una coalizione Draghi per andare a allo scontro elettorale per il comune di Viterbo. Con la Lega di Umberto Fusco che non si piega al diktat di Fratelli d’Italia e guarda al Pd, ma non disdegna neppure Viterbo 2020. 

Insomma il ragionamento sembra essere questo: se dobbiamo andare ognuno col suo candidato allora meglio trovare un accordo con una coalizione forte, al primo o al secondo turno. Con un patto col Pd di Enrico Panunzi.

A portare acqua al mulino di un accordo nel segno di Draghi ci sarebbe il gruppo democristian-forzista di Romoli. Ma la cosa era già stata teorizzata da Giacomo Barelli (Azione) che  l’aveva proposta qualche giorno fa. Tanto da rivendicarne il copyright.

Insomma tutto è in movimento. E si sta pensando concretamente a un accordo, si tratta di vedere di che tipo, tra Lega e centrosinistra.

Certo, si potrebbe anche trattare di un modo per alzare il prezzo e la voce nella trattativa al tavolo del centrodestra. Ma la sensazione è che il tavolo del centrodestra non ci sia più. Ci rimarrebbero solo un partito forte e in ascesa come Fdl e un movimento che fa solo perder voti come Fondazione, visto i danni fatti alla città dall’assessora Alessia Mancini. Questo perché anche Forza Italia sembra abbandonare la nave che affonda.

Va ricordato, tanto per non dimenticare, che già in passato la Lega ha fatto accordi con la sinistra. Ed è successo nel cuore e capitale verde d’Italia: Varese. Più o meno quando Massimo D’Alema parlò di una “Lega costola della sinistra”. A Varese, un segretario del Pds durante una intervista, mi spiegò che Bossi gli disse chiaro chiaro, come abitudine, più o meno: “Io ho i voti, voi la classe dirigente, facciamo una giunta insieme”. E nacque la giunta di un buon sindaco e un fine intellettuale come Raimondo Fassa. Maggioranza costituita da Lega nord, repubblicani e con l’appoggio esterno del Pds. In pratica, gli eredi del Pci misero a disposizione di quella giunta alcuni indipendenti di sinistra, che fecero gli assessori.

La villa di Gemonio dove viveva Umberto Bossi negli anni Novanta

La villa di Gemonio dove viveva Umberto Bossi negli anni Novanta


Insomma, può apparire incredibile per chi non si è mai uscito fuori le mura di Viterbo, ma c’è un precedente interessante di quando la Lega di Bossi, la Lega nord, era in forte ascesa. E nella capitale della Lega nord, che all’epoca era ovviamente Varese e non Milano. E Varese esprimeva, se non ricordo male, due ministri nel primo governo Berlusconi: Roberto Maroni e Francesco Speroni. E ovviamente il segretario della Lega nord Umberto Bossi. Maroni viveva a Varese, Speroni a Busto Arsizio e Bossi a Gemonio, un paesino del varesotto, in una villa che pareva un castelletto.

Varese, una provincia politicamente ed economicamente forte anche quando era democristiana, sperimentava. Ora sembra che a sperimentare sia Viterbo. Una provincia debolissima.

Tutto è in fieri, tutto è in movimento. Sarà contento il buon Eraclito.

Carlo Galeotti


 –  “Laura Allegrini no grazie, a queste condizioni il nostro nome è Arena” di Giuseppe Ferlicca


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