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“Parlava male di lei… e gli ho sparato due colpi in testa”

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Viterbo – “Le donne quando hanno le gambe aperte sono tutte uguali”. Sarebbe stata questa la frase che avrebbe scatenato il raptus omicida di Claudio Cesaris, il 68enne ex dirigente tecnico del laboratorio in Scienze della terra dell’università di Pavia che il 7 dicembre scorso alle Saline, Tarquinia, ha sparato a bruciapelo due colpi con una Browning 6,35 dietro la nuca di Dario Angeletti, docente associato in Ecologia all’università della Tuscia.


Tarquinia - Uomo trovato morto alle Saline

Tarquinia – Uomo trovato morto alle Saline


Sarebbe state queste le motivazioni del pensionato milanese accusato di omicidio e riportate nell’ordinanza del gip di Civitavecchia che ha ricostruito gli ultimi momenti di vita della vittima. Una discussione degenerata in tragedia tra due persone che si sarebbero contese l’amore per la stessa donna. Una ricercatrice 39enne con due figli di 5 anni che aveva avuto una relazione con Cesaris quando stava all’università di Pavia. Una storia durata 4 anni e finita nel luglio del 2020 quando la donna ha vinto un concorso all’università degli studi della Tuscia, trasferendosi a San Martino al Cimino, dove poi, per conto proprio, l’ha seguita l’ex dirigente tecnico.


 

Il professore Dario Angeletti

Il professore Dario Angeletti


Qualche giorno prima dell’omicidio, secondo quanto riportano i verbali della magistratura, la ricercatrice sarebbe stata a cena con la vittima e i due si sarebbero poi fermati in macchina a fumare, visti dal killer che sarebbe stato sulle loro tracce grazie al Gps con cui avrebbe seguito costantemente gli spostamenti della donna.


Claudio Cesaris

Claudio Cesaris


Il 7 dicembre l’omicidio. Il pensionato milanese sale sulla macchina del professore alle Saline e si siede sul sedile posteriore della macchina di Dario Angeletti, un Volvo V40 grigia. Tra i due sarebbe nata una discussione. Dopodiché la frase: “Le donne quando hanno le gambe aperte sono tutte uguali”, che avrebbe scatenato Claudio Cesaris spingendolo a sparare due colpi di pistola alle testa di Dario Angeletti.


Civitavecchia - Cerimonia laica per Dario Angeletti

Civitavecchia – Il funerale di Dario Angeletti


“Con Angeletti avevamo un rapporto confidenziale – dichiara la ricercatrice alla magistratura –, il 4 dicembre con Dario eravamo stati a cena a Monte Romano. Usciti dal ristorante eravamo rimasti nella mia macchina fumare. Prima di salutarci ci eravamo abbracciati. Gli avevo dato un bacio sulla guancia”.

Un mese prima dell’omicidio, Claudio Cesaris avrebbe scritto un messaggio alla ricercatrice citando le parole di una canzone di Fausto Leali: “Mi manchi, sei il mio rimpianto senza fine”. Dopodiché, un altro messaggio il 20 novembre. “Rileggi quello che ci siamo scritti – avrebbe incalzato Cesaris – e vedrai che anche tu credevi nell’amore eterno”. Lei: “Certo Claudio, buon rientro”. “Ci mancava solo che negassi – avrebbe poi ribattuto lui -. Fino a che ti ha fatto comodo l’amore era tutto, adesso è quasi una bestemmia. Sei cambiata. Sei un panzer che passa su tutto senza pietà. Ti è cresciuto il pelo sullo stomaco che neanche un Grizzly adesso il tuo motto è mors tua vita mea. Sei diventata uguale a quelli che hai sempre criticato, per questo farai carriera”.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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