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Viterbo – Presa a bastonate dalla madre e dal fratello.
Ordinanza applicativa del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, emessa nei confronti di un 24enne di nazionalità romena e di una donna straniera, entrambi residenti nella provincia viterbese, responsabili del delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi.
“I fatti contestati ai due indagati – viene spiegato nella nota della questura – sono stati commessi a partire dal 2018, con condotta perdurante in danno della figlia minore della donna, che risulta anche essere sorella dell’uomo. La vittima, in più circostanze, è stata pesantemente percossa, anche mediante l’utilizzo di un bastone, subendo ecchimosi su tutto il corpo e la tumefazione di un occhio, nonché ripetutamente minacciata e offesa con espressioni volgari e umilianti che le hanno provocato un perenne stato di soggezione fisica e psicologica. La minore è stata affidata ad una Casa famiglia di Viterbo”.
Con i provvedimenti cautelari l’autorità giudiziaria ha anche prescritto agli indagati il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, con l’obbligo di mantenersi ad una distanza di almeno 200 metri dagli stessi.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
