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Viterbo – Pressioni su Laura Allegrini, affinché faccia un passo indietro. Nel centrodestra a Viterbo individuano nella candidata sindaco di Fratelli d’Italia il principale ostacolo verso una possibile intesa in vista del voto anticipato. Seppure resti il nodo principale. Un passo indietro o di lato a favore di chi?
Il nome che possa rimettere insieme FdI, Lega, FI e Fondazione pare non esserci proprio. O meglio, ce ne sono e anche troppi, manca quello “uno per tutti”. E le ultime indiscrezioni che arrivano da Roma, sul 12 giugno quale possibile data del ritorno alle urne rischia d’allungare ancora di più i tempi e il numero di conferenze stampa di Chiara Frontini.
L’unica realmente in corsa guarda da lontano il dibattito nei partiti, tanto a destra quanto a sinistra. Stando attenta a mantenere il ritmo. La corsa diventa lunga pure per lei e serve fiato.
Nella ex coalizione uscita con le ossa rotte da palazzo dei Priori, la Lega continua sulla strada del no ad Allegrini e a un candidato che non sia d’espressione leghista. Con o senza tessera.
Sabato è un programma un incontro del partito, in cui è prevista la presenza anche se solo in video, pure di Matteo Salvini. Altri esponenti,fra cui l’europarlamentare Rinaldi saranno nel capoluogo. Qualcuno dirà qualcosa? Le premesse sembrano esserci, nel partito il nervosismo per una situazione che pare senza via d’uscita è palpabile.
Claudio Ubertini resta il nome dei leghisti per la carica a sindaco, ma la situazione forse richiederà un cambio di strategia.
C’è sempre un possibile accordo in chiave governo Draghi, ragione per cui anche in zona Partito democratico tutto appare fermo. All’apparenza. Un possibile, seppure remoto, allargamento della coalizione a Lega e magari a quel che resta di Forza Italia (non ancora passata col centrosinistra) ha fatto slittare i tempi per la scelta del candidato sindaco.
Resta Alessandra Troncarelli, ma forse sarebbe troppo chiedere a Fusco e i suoi di sostenere un esponente del Pd. Tuttavia, l’assessora regionale resta in corsa. Un po’ perché è il nome che dalla prima ora il partito ha espresso, un po’ perché l’ipotesi di allargare è tutt’altro che facile da realizzare e anche fosse, alternative non se ne vedono. Come quella di Andrea Genovese, che è tramontata sul nascere. Non appena glielo hanno chiesto.
Nel frattempo, in assenza d’incontri, romani e viterbesi, almeno ci si vede al bar.
Ieri, stando ai bene informati e con una buona vista, lontani da occhi indiscreti, in un locale fuori dalle mura cittadine si sarebbero incontrati il commissario comunale FI Giulio Marini e Gianmaria Santucci (Fondazione).
Con loro, una vecchia gloria della politica locale, l’ex assessore regionale Regino Brachetti. Avranno voluto chiedergli qualche consiglio. Non deve essere stato facile, pure per uno navigato come Brachetti.
Giuseppe Ferlicca
