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Viterbo – Picchiava e abusava sessualmente della moglie, la chiudeva in casa e le distruggeva il telefono cellulare per impedirle di chiedere aiuto o recarsi in ospedale.
Pesanti accuse a carico di un 46enne brasiliano residente nella provincia di Viterbo, che, secondo quanto riporta la questura viterbese, ha ricevuto il divieto di avvicinamento alla casa familiare e a tutti i luoghi abitualmente frequentati dalla moglie e dai figli.
La questura spiega che l’indagato avrebbe “più volte maltrattato e minacciato la vittima, molto spesso colpita con calci e pugni su tutto il corpo e, in un’occasione, tenuta chiusa in casa per impedirle di recarsi presso il locale pronto soccorso. L’uomo, inoltre, in due occasioni ha abusato sessualmente della moglie, la quale è stata costretta a compiere e subire atti sessuali da parte del marito che ha approfittato delle condizioni di inferiorità fisica della donna”.
Inoltre il 46enne “in preda alle sue condotte violente, ha in più circostanze ingiuriato la coniuge con espressioni gravemente offensive, nonché distrutto diversi telefoni cellulari della donna, al fine di impedirle di chiamare aiuto”. Episodi che sarebbero “spesso avvenuti in presenza dei due figli minori della coppia”.
L’uomo ora dovrà rispondere dei reati di “maltrattamenti contro familiari e conviventi e violenza sessuale”. I fatti, spiega la questura, “sono stati commessi in danno della moglie, anch’essa straniera, a partire dal 2015”. L’ordinanza dell’allontanamento è scattata “nello scorso fine settimana” e al 46enne è stato applicato il braccialetto elettronico di controllo.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
