Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore, mi pare notevole questa trovata di marketing territoriale che si sta sperimentando su via San Biele.
Viterbo – Via San Biele sconnessa e piena di buche
Il nome della strada pare derivi dalla corruzione popolare della dicitura di San Michele, le cui pievi punteggiavano la via Francigena, della quale essa è un ramo. I pellegrini, uscendo dalla città e salendo da Porta San Pietro, passavano sotto la torre di San Biele per poi inerpicarsi sui tracciati del Cimino e dirigersi verso Roma.
Viterbo – Via San Biele sconnessa e piena di buche
Costruita la ferrovia il percorso ha subito una necessaria deviazione, per cui ora la via si imbocca dalla parte di Porta Romana, ma, opportunamente, sul muro che costeggia la strada ferrata sono state apposte le targhette che tracciano il percorso francigeno.
Viterbo – Via San Biele sconnessa e piena di buche
Per rievocare i tempi dei pellegrinaggi la strada è astutamente tenuta in uno stato abbandono, sconnessa e piena di buche, il che induce il turista ad immergersi nell’atmosfera dei percorsi di tanti secoli fa. Ma la vera trovata è stata quella di lasciare che, dopo alcuni scavi effettuati per conto di primaria azienda di telecomunicazione, il manto stradale non sia stato ripristinato con asfalto, ma con semplice terra di riporto, la quale rende il tracciato ancora più suggestivo ed evocativo di quelle atmosfere storiche costituenti valore aggiunto per l’approccio slow che i grandi cammini d’Europa restituiscono.
Viterbo – Via San Biele sconnessa e piena di buche
D’altronde gli automobilisti devono assecondare per forza questa tendenza slow se non vogliono compromettere l’integrità del proprio mezzo.
Viterbo – Via San Biele sconnessa e piena di buche
In quest’ottica di promozione del territorio spero pertanto che altri scavi così ripristinati caratterizzino ulteriormente il tracciato, il cui ordinario ammaloramento prosegue ovviamente senza sosta.
Valerio De Nardo




