Viterbo – Si avvicina sempre di più la scelta dell’area idonea alla costruzione del deposito nazionale di rifiuti radioattivi e scorie nucleari. Ieri è stato l’ultimo giorno utile per Sogin, la società dello Stato responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, per presentare al ministero della transizione ecologica la Carta nazionale delle aree idonee (Cnai) a ospitare il deposito nazionale e il parco tecnologico. 150 ettari in tutto e un investimento di 900 milioni di euro. Una proposta che si è trovata di fronte all’opposizione della Tuscia e del grosso dei territori indicati a livello nazionale già con la carta pubblicata nel gennaio dell’anno scorso.
Negli ultimi mesi Sogin ha ascoltato e raccolto le osservazioni da 322 soggetti. La realizzazione del Deposito nazionale dovrà poi tra il 2025 e il 2026, rimettendo l’Italia in linea con gli stati europei. Italia e Grecia sono infatti gli unici paesi dell’Unione a non avere un deposito.
Deposito nazionale rifiuti radioattivi – Le aree idonee della Tuscia
I dati di Sogin saranno esaminati dal ministero che con l’Isin, l’ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare, poterà a termine l’iter per la localizzazione. Le aree potenzialmente idonee che sono state individuate sul territorio della Tuscia sono più di 20, su 67 a livello nazionale, concentrate in Maremma e sui monti Cimini.
Il deposito nazionale ospiterà circa 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività. Rifiuti che richiedono 300 anni per far decadere la radioattività.
Deposito scorie radioattive – Le aree idonee nel Viterbese
“Il 14 gennaio scorso – scrive Sogin sul proprio sito internet – è terminato il dibattito pubblico sul progetto del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e parco tecnologico. La consultazione, avviata il 5 gennaio 2021 con la pubblicazione da parte di Sogin della proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) ad ospitare questa infrastruttura, ha rappresentato una grande operazione di coinvolgimento dal basso degli stakeholder della società civile (istituzioni, associazioni, comitati, imprese, professionisti e cittadini), raccogliendo oltre 600 tra domande, osservazioni e proposte da 322 soggetti”.
Viterbo – L’incontro contro il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e la Tuscia
“Attualmente Sogin – prosegue la società – sulla base degli esiti della consultazione pubblica, compreso il seminario nazionale svolto dal 7 settembre al 15 dicembre scorso, sta predisponendo la proposta di Carta nazionale aree idonee (Cnai), che sarà trasmessa al ministero della transizione ecologica (Mite) entro il 15 marzo prossimo. Dopo alcuni passaggi autorizzativi, che vedranno protagonista anche l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin), il Mite di concerto con il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, approverà la Cnai, che sarà pubblicata. A quel punto, le regioni e gli enti locali potranno esprimere le proprie manifestazioni d’interesse, non vincolanti, ad approfondire ulteriormente l’argomento e proseguire il percorso partecipato di localizzazione del deposito”.
Daniele Camilli
Documenti: Gli atti conclusivi del seminario nazionale – Le aree della Tuscia idonee alla costruzione del deposito nazionale di rifiuti radioattivi e nucleari – Quattordici comuni e oltre 7 mila ettari coinvolti, le aree della Tuscia idonee per il deposito nazionale


