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Tempio crematorio, scontro in consiglio comunale dopo la petizione dei cittadini

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Orte - Palazzo Nuzzi

Orte – Palazzo Nuzzi

Orte – Scontro in consiglio comunale tra maggioranza e opposizione sulla costruzione del tempio crematorio al cimitero di Orte, dopo la petizione presentata da un gruppo di cittadini per chiedere l’annullamento della procedura. La maggioranza di Uniamo Orte bolla l’impianto come “inquinante e inutile”, mentre le opposizioni chiedono tempo: “L’Asl ha dato parere favorevole, se non ci credete facciamo altre verifiche”. Il tutto mentre si prende atto che c’è un contratto vincolante già firmato.

La discussione del punto è lunghissima, quasi due ore, e si sviluppa tra tecnicismi, attacchi politici e vecchi rancori mai sopiti tra ex alleati.

Comincia l’assessora competente, Ambiente e Urbanistica, Roberta Savoia. “C’è un contratto per la realizzazione dell’opera, che è stato firmato dal Rup e dal segretario comunale a maggio 2021, dopo che il sindaco Giuliani era già stato sfiduciato” spiega.

“Un contratto capestro – aggiunge il sindaco Dino Primieri – che ci espone al dissesto finanziario”.

“Subito dopo il nostro insediamento – riprende Savoia – abbiamo chiesto all’impresa una rescissione bonaria del contratto, ma hanno rifiutato. Rescindere il contratto unilateralmente esporrebbe il comune a richieste di indennizzo non sostenibili, per cui in questo momento non possiamo soddisfare la richiesta dei firmatari della petizione di bloccare l’iter, ma proponiamo comunque d’incaricare il sindaco di mettere in atto tutte le azioni possibili per evitare la costruzione del tempio crematorio”.

“Chi nega che i templi crematori rappresentino un pericolo per l’incolumità dei cittadini mente sapendo di mentire – dice -. Spesso l’Asl impone la chiusura periodica degli impianti, proprio per permettere di rientrare nei parametri di qualità dell’aria, mentre a Orte il contratto non prevede limiti alla cremazione. Inoltre la cremazione è una pratica poco usata e i nuovi posti di lavoro saranno sì e no una decina, che non valgono il danno provocato alla salute pubblica”.

Risponde a tono Daniele Proietti di Orizzonte comune, assessore all’Urbanistica all’epoca dei fatti. “La messa in funzione di un tempio crematorio è vincolata all’autorizzazione di Arpa e Asl. Le emissioni inquinanti saranno nettamente sotto i limiti, tanto che a novembre anche l’Asl ha dato parere favorevole. Se non vogliamo credere all’Asl e all’Arpa, di che vogliamo parlare? L’amministrazione dovrebbe rassicurare la popolazione su quest’opera, non aizzarla”.

“È stata l’analisi costi-benefici a convincerci che il tempio crematorio è un’opportunità per il territorio, nient’altro. Il comune – precisa ancora Proietti – è partner dell’opera e ha diritto a degli introiti sulle cremazioni. Dieci posti di lavoro non sono pochi e a quelli si deve aggiungere tutto l’indotto”.

“Il tempio crematorio è un’attività come tante altre e inquinerà nei limiti previsti dalle norme, altrimenti non sarà consentito – aggiunge l’ex sindaco Angelo Giuliani -. Questa struttura aiuta le famiglie, completa un servizio su Orte ed è al tempo stesso un’economia”. Il leader di Orizzonte comune passa poi all’attacco della maggioranza: “Per voi la tutela della salute pubblica è solo una scusa, la verità è che non volete il tempio crematorio a prescindere. Se i valori non sono a norma, io sono il primo a dire no al tempio crematorio, ma se i valori sono a norma, io dico che è una risorsa”.

Tira il freno anche Giuseppe Fraticelli, di Noi con Orte futura: “Ho visto che la maggioranza ha reagito con scetticismo ai dati forniti da Proietti. Se voi avete notizia o anche solo il dubbio che quanto formalmente acquisito agli atti non corrisponda al vero, avete la facoltà di compiere tutte le azioni necessarie per salvaguardare la salute pubblica. C’è una petizione di cittadini che sollevano un dubbio, la nostra responsabilità è fare chiarezza. E se la questione del contratto non può essere risolta e bisogna giocoforza procedere in questa direzione, almeno mettiamoci nella condizione di garantire nel migliore dei modi l’incolumità pubblica, per esempio proponendo un tavolo tecnico alla società costruttrice”.

L’intervento che accende la discussione è quello dell’altro consigliere di Noi con Orte futura, Diego Bacchiocchi, che accusa Savoia di “non aver mai nominato l’allora assessore all’Ambiente, che aveva votato ‘sì’ a numerose delibere sulla costruzione del tempio crematorio”. Il chiaro riferimento è a Maria Stella Fuselli, oggi in maggioranza con Primieri dopo essere stata la prima a dimettersi dalla giunta Giuliani.

“Questa proposta di delibera – aggiunge Bacchiocchi – è puro populismo. Cerchiamo le azioni da fare nel concreto, anche perché ci sono comunque in ballo dei posti di lavoro”.

“Bacchiocchi è il primo a fare populismo – è la pronta replica di Fuselli -. Stiamo discutendo di una petizione popolare, non capisco cosa c’entra quello che è successo nel passato. Io allora avevo dei dubbi, tanto che avevo chiesto dei chiarimenti e dei documenti che non mi sono stati resi dall’assessore all’Urbanistica, Proietti. Tirarmi in ballo così è populismo: quando mi sono dimessa dalla giunta Giuliani ho spiegato pubblicamente e davanti a tutti i motivi del mio gesto”.

Gli ex assessori della precedente maggioranza continuano il rimpallo di accuse, a cui si aggiunge Proietti. “I dati di cui parla Fuselli erano a disposizione già nel momento in cui abbiamo deliberato l’atto d’indirizzo, a cui lei diede voto favorevole. Se ha votato senza leggere i dati, ha fatto una cosa gravissima. E poi ha continuato a votare a favore più volte in successive occasioni, mentre ora viene a dire che la colpa è mia che dovevo spiegare i documenti”.

La tensione del dibattito si scioglie, ma al momento di votare la proposta della maggioranza d’incaricare “il sindaco, la giunta e le commissioni competenti di porre in essere tutte le azioni volte alla verifica della sussistenza di condizioni legali finalizzate all’annullamento della deliberazione n. 9 del 14/05/2021 o alla rinegoziazione del contratto per inserire limitazioni e controlli” la situazione si trasforma in una specie di show surreale. Proietti ha già lasciato l’aula da qualche minuto e quindi non vota, Giuliani fa lo stesso. Noi con Orte futura spiega che “è impossibile votare questa cosa senza un’effettiva verifica dei rischi sull’incolumità pubblica”. E, insieme a Giuliani, annuncia di voler presentare documenti integrativi.

Si discute sulle procedure, sulle virgole e sulle note e, alla fine, esce fuori questa delibera: “Seppur riconosciuta l’importanza dei problemi esposti nella petizione popolare che attengono temi fondamentali come la salute pubblica, la tutela ambientale e la gestione del territorio, si prende atto che allo stato del procedimento non è possibile adottare un provvedimento concreto e legittimo per dare risposta immediata e favorevole agli istanti, senza esporre l’ente a richieste di indennizzo finanziariamente non sostenibili”. Tradotto dal burocratese: “Tutto giusto, peccato per quel contratto”.

Alessandro Castellani


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