Castel Sant’Elia – (sil.co.) – Grigliata della discordia, secondo i testi della difesa la presunta vittima sarebbe in realtà una “rompiscatole” nota a tutti in paese. “Per una grigliata ha augurato la morte ai miei ospiti”, si è difeso l’imputato, dicendo di essere stato lui aggredito.
Presunta vittima delle minacce di un vicino di casa 39enne, una settantenne di Castel Sant’Elia, parte civile con l’avvocato Valerio Panichelli, che verso le 21 del 13 agosto 2015 sarebbe stata aggredita dall’imputato, difeso da Alberto Parroccini, solo per essersi lamentata, passando in bicicletta, del fumo della grigliata di ferragosto che lui quella sera aveva organizzato nel giardino di casa sua per una decina di parenti e amici.
Carabinieri – foto d’archivio
“Vi ammazzo e butto nel pozzo”
“Vi ammazzo e butto nel pozzo. Non mi frega niente di nessuno. Qui sparisce tutto, non ci deve essere più niente”, sarebbe stata minacciata, mentre gridava al marito che era in casa di chiudere le finestre per il fumo. “Per farmi sentire, perché è sordo”, ha raccontato la parte offesa in aula all’udienza del 28 gennaio 2021. “Lui ha saltato il muretto di recinzione e mi è venuto addosso, strattonandomi con tutta la bicicletta e poi prendendomi per il collo, fino a farmi sentire soffocare, mentre le persone che erano a casa sua gli urlavano ‘fermo, quella vuole i soldi’ e mio marito, che aveva visto dal balcone, correva in mio soccorso”, ha proseguito.
“La conoscono tutti perché è lagnosa”
“Non ha scavalcato il muretto e non l’ha menata, l’abbiamo sentita che da dietro la recinzione si lamentava del fumo, ha anche detto ‘dovete morire tutti’, rivolgendosi a noi ospiti della grigliata. Ma lei è una così, conosciuta in paese perché è una lagnosa, che si lamenta sempre di tutto. Il fumo, poi, non poteva arrivare a casa sua, che è distante 400-500 metri. Mio nipote è salito sul muretto della recinzione, perché lei stava dietro, sotto, che nemmeno si vedeva, e le ha chiesto quale fosse il problema. Niente altro. Mezzora dopo sono arrivati i carabinieri”, ha testimoniato una zia dell’imputato.
“Lei ha augurato la morte ai miei ospiti”
Del presunto augurio di morte a lui e ai suoi ospiti ha parlato pure l’imputato durante l’interrogatorio. “Ho sentito da dietro la recinzione la voce della settantenne che si lamentava del fumo e diceva ‘dovete morire tutti’, non è stato bello nei confronti degli invitati alla braciolata, allora sono salito sul muretto per guardarla in faccia e le ho detto ‘tu resta dalla tua parte, noi dalla nostra e non ci sono problemi’, Tanto più che abita a diverse centinaia di metri di distanza. Avevo avvisato della grigliata solo i vicini del piano superiore, verso casa sua e del marito il fumo non poteva andare”, si è difeso il 39enne.
Bocciata perizia sulle distanze
Il processo riprenderà il prossimo 14 dicembre, quando è prevista la discussione. Il giudice nel frattempo ha detto no a una perizia sulle distanze tra le due abitazioni chiesta dal difensore di parte civile della settantenne.
– Alla vicina che si lamenta della “braciolata” di Ferragosto: “Vi ammazzo e butto nel pozzo”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
