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Vittorio Sgarbi: “Non mi candido a sindaco ma a fare l’assessore alla cultura di Viterbo”

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Viterbo – Vittorio Sgarbi, sindaco di Sutri, parlamentare e critico d’arte: “Non mi candido a sindaco, ma a fare l’assessore alla cultura della città Viterbo”. Dopodiché “vedrò se sostenere Chiara Frontini. Mi è sembrata abbastanza tenace e con molta determinazione. Parlerò con lei nei prossimi giorni”. 

Dopo Salemi in Sicilia e Sutri nella Tuscia, Sgarbi si presenta di nuovo alle elezioni comunali. Questa volta nella città dei papi. Con una sua lista, Io Apro Rinascimento. Proponendosi alla guida della cultura.

“Dal punto di vista della mia esperienza come sindaco di Sutri – spiega Sgarbi -, e compatibilmente con il mio ruolo che dura ancora un anno, posso candidarmi a fare l’assessore alla cultura. Occorre lavorare a sostegno di una coalizione che abbia persone con capacità sicure. Una coalizione con ottimi assessori. Senza prendere candidati così come vengono, puntando invece su un’amministrazione motivata. Viterbo se lo merita”.

Infine Giancarlo Gabbianelli. “E’ stato un buon sindaco – ha detto Sgarbi -. Non so se sia disponibile, ma potrebbe essere anche lui un buon assessore”.


Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi


Vittorio Sgarbi, si candida a sindaco di Viterbo oppure no?
“No, non mi candido a sindaco di Viterbo. Faccio la lista ‘Io Apro Rinascimento’. Sono già sindaco di Sutri”.

La lista “Io Apro Rinascimento” si presenterà da sola o in coalizione con altre forze politiche?
“Vediamo. Ho mandato i miei esploratori, Emanuele Ricucci e Fabio Notazio, per capire collegamenti e alleanze. Entro breve lo sapremo”.

Perché ha deciso di presentare una sua lista a Viterbo?
“Sono sindaco di Sutri. Lì ho dato vita a un modello di cui tutto il mondo ha parlato. Uno dei borghi più belli d’Italia che ha fatto sei mostre in 5 anni. Non sarà difficile trasportare il modello di Sutri a Viterbo”. 

E chi lo porta il modello di Sutri a Viterbo se lei non si candida a sindaco?
“Può farlo anche un assessore alla cultura. E personalmente, a partire dalla mia esperienza come sindaco di Sutri, mi candido a fare l’assessore alla cultura di Viterbo. Compatibilmente con il mio ruolo che dura ancora un anno. Poi occorre lavorare a sostegno di una coalizione che abbia persone con capacità sicure. Una coalizione in cui ci siano ottimi assessori. Senza prendere candidati così come vengono, puntando invece su un’amministrazione motivata. Viterbo se lo merita”.

Quindi la sua lista non esprimerà il candidato sindaco ma sosterrà quello di un’altra lista o coalizione?
“Non lo so. Personalmente non ho una conoscenza dei politici locali”.


Viterbo - Palazzo dei Priori

Viterbo – Palazzo dei Priori


Che ne pensa di Chiara Frontini? Finora lei e Giovanni Scuderi sono i soli candidati ufficiali a sindaco della città…
“Chiara Frontini mi è sembrata abbastanza tenace e con molta determinazione. Parlerò con lei nei prossimi giorni e vedrò se si può sostenere. Perché poi, per il resto… che candidati ci sono? Si è parlato di Rotelli. Ma è deputato e non credo che si presenterà. Un buon sindaco Viterbo, in passato, lo ha già avuto”.

Chi?
“Giancarlo Gabbianelli è stato un buon sindaco. Non so se sia disponibile, ma potrebbe essere anche lui un buon assessore. A Viterbo bisogna nominare cinque bravi assessori. E questo significa mettere in piedi una squadra in grado di far funzionare la città”.

Chiara Frontini ha già un suo “candidato” assessore alla cultura: Alfonso Antoniozzi…
“Antoniozzi di Forza Italia?”, evidentemente Sgarbi non conosce il cantante lirico.

No, il cantante lirico ed ex consigliere comunale del movimento Viterbo 2020 di Chiara Frontini…
“Va bene. Non ho alcun problema. E’ chiaro tuttavia che in questa fase bisogna ascoltare. Ho infatti inviato due collaboratori che intanto sondano il terreno”. 


Viterbo - Chiara Frontini

Chiara Frontini


Il dialogo politico si limiterà solo a Chiara Frontini oppure parlerà anche con gli altri candidati a sindaco?
“Chiara Frontini si è candidata. Non so degli altri. So solo di Mauro Rotelli”. 

A parte Chiara Frontini e Giovanni Scuderi, che si sono già candidati, e al nome di Rotelli, le voci che circolano parlano anche dell’ex assessora alle politiche sociali del comune, Antonella Sberna (Forza Italia), e dell’attuale assessora regionale, sempre alle politiche sociali, Alessandra Troncarelli…
“Bisogna iniziare a parlare con le forze in campo e vedere cosa viene fuori”.

Meglio il centrodestra o il centrosinistra?
“Pare che Frontini non sia né di destra, né di sinistra. E già questo è un segnale positivo. Poi altre figure distinte non ne conosco. Può essere anche un candidato che viene dalla società civile. Un avvocato, un magistrato, un agricoltore. Qualcuno ci sarà”.

Cosa ne pensa della precedente giunta Arena?
“È stata una giunta assolutamente inadeguata. E il perché sta sotto gli occhi di tutti. Non avevano una sola idea. Viterbo era sparita dalla carta geografica”.


Giancarlo Gabbianelli

Giancarlo Gabbianelli


Che opinione si è fatto della politica culturale della città di Viterbo?
“La città di Viterbo è meravigliosa. Ultimamente ho criticato l’allestimento dei due capolavori di Sebastiano del Piombo nel museo di palazzo dei Priori. A Viterbo è tutto fatto così. In maniera dilettantesca. Senza avere consapevolezza di quello che la città può dare. Ha funzionato per un po’ Caffeina e poi è finita anche quella”.

Però ha anche detto che “Viterbo è una città rozza e la parte nuova andrebbe bombardata” e che “Poche città hanno una periferia più brutta, più selvaggia e più mafiosa di Viterbo…”. Perché ora presenta una lista in una città che sembra disprezzare tanto?
“Non ho mai disprezzato Viterbo. Si tratta semplicemente di fermare lo sviluppo edilizio selvaggio, valorizzando la parte bella della città. La mia considerazione non era contro Viterbo, ma contro il modo in cui la città si è sviluppata. Io stesso ho acquistato una villa alla Quercia e dietro c’è una specie di scheletro di abusivismo. Per forza di cose, qualcosa è successo. Per incultura? Per mancanza di sensibilità? Da una parte c’è la città degli etruschi e delle terme. Dall’altra, una città con condomini inverosimili. Il mio è stato solo un giudizio su come è stata amministrata la città negli ultimi 50 anni”.

Visti i precedenti a Salemi prima e Sutri poi, dove si è candidato con il centrodestra per finire poi con una giunta di centrosinistra, pensa che qualcuno voglia ancora allearsi con lei?
“I voti che porto sono voti d’opinione e ho dimostrato che l’esperienza di un sindaco forte è più forte della politica. Io ho fatto funzionare, con qualche difficoltà, l’amministrazione che a Sutri si era legata a me per opportunismo eleggendo consiglieri che non hanno saputo trovare una maggioranza. Poi ho cambiato il vicesindaco, lasciando inalterata la giunta, e tutto ha funzionato. Il problema non è degli uomini ma della politica. È bastato cambiare il vicesindaco e la politica ha seguito il mio progetto. Bisogna fare il bene della città. E in tal senso Viterbo si merita degli amministratori che non prendono alcuno stipendio ma sono felici di vedere che un progetto riesce”. 

Daniele Camilli 


Articoli: Emanuele Ricucci: “Escludo la candidatura a sindaco di Vittorio Sgarbi” – Vittorio Sgarbi scende in campo


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