Il tribunale
Orte – (sil.co.) – Assenteismo alla Casa della salute di Orte, al via giovedì davanti al giudice Elisabetta Massini del tribunale di Viterbo il processo per truffa aggravata ai cinque ex dipendenti della Asl rinviati a giudizio il 16 febbraio dell’anno scorso. Parte civile contro i presunti furbetti del cartellino, quattro uomini e una donna, l’azienda sanitaria.
Una falsa partenza, visto che per il legittimo impedimento di uno degli imputati l’udienza è saltata e l’ammissione delle prove è stata rinviata al 28 aprile.
Si tratta di tre medici e due tecnici che, nel frattempo, hanno tutti raggiunto l’età della pensione. Dopo avere regolarmente timbrato il cartellino, si sarebbero allontanati dal posto di lavoro per andare al bar o a fare la spesa.
Le indagini, per fatti risalenti al 2016, sono state condotte da carabinieri e guardia di finanza tra il 2017 e il 2018. Gli episodi contestati sarebbero di lieve entità dal punto di vista economico, circoscritti a caffè consumati al bar in orario di lavoro e allontanamenti di altrettanto breve durata dagli ambulatori per motivi personali.
Pronto a dare battaglia il difensore Giuseppe Picchiarelli che già in sede di udienza preliminare ha depositato un comunicazione della Asl del 2015, con cui l’azienda sanitaria avrebbe vietato ai suoi assistiti di lavorare due giorni a settimana, senza che potessero svolgere altre mansioni, essendo applicati a un incarico specifico.
“Il danno, come dice bene la cassazione, non va inteso solo sotto il profilo economico, ma anche come disagio all’organizzazione dell’azienda. Se anche non fossero usciti, in questo caso, non avrebbero potuto lavorare, perché gli veniva imposto di non lavorare, gli era vietato lavorare. Il danno alla pubblica contabilità lo ha fatto chi ha pagato lo stipendio full-time, impedendogli di lavorare. Erano costretti a percepire lo stipendio senza lavorare”, ricorda l’avvocato Picchiarelli.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Sul filo della prescrizione del reato: truffa aggravata, cui sono accusati 5 dipendenti della Asl che nel 2014, presso il Centro salute di Orte, avrebbero truccato la timbratura del “cartellino” ottenendo così sconti sull’orario di lavoro.
