Monterosi – (sil.co.) – Ammanco di circa 13mila euro nelle casse del golf club Terre dei consoli di Monterosi, licenziato in tronco e denunciato uno degli addetti alla segreteria del circolo, che era stato assunto part-time con un contratto di lavoro a tempo determinato.
La “cacciata” è arrivata subito dopo una riunione lampo indetta dal general manager Ascanio Pacelli.
E’ finito a processo davanti al giudice Francesco Rigato. che ieri mattina ha proceduto all’esame dell’imputato, difeso dall’avvocato Pierfrancesco Bruno, sostituito in udienza dal collega Enrico Valentini.
Viterbo – Un’aula del tribunale
L’ammanco fu scoperto la mattina del 14 febbraio 2016 da un collega dell’imputato, il quale riferì immediatamente l’accaduto al club manager Ascanio Pacelli, star con la futura moglie Katia Pedrotti dell’edizione 2006 del Grande Fratello.
Il dito sarebbe stato subito puntato contro l’addetto, licenziato a stretto giro e finito a processo davanti al tribunale di Viterbo. Parte civile il golf club, con l’avvocatessa Ida Blasi del foro di Roma.
Ieri mattina ha negato tutto, dicendo di essere stato il capro espiatorio. “Fu convocata una riunione lampo con tutti gli addetti. Secondo me, se la sono presa con me perché ero il più facile cui dare la colpa, avendo un contratto per cui potevo essere cacciato subito. Mi hanno anche bloccato da tutti i social”, ha spiegato, negando che suo padre abbia cercato di metterci una pezza, offrendosi di risanare il “debito”. “Ai tempi nemmeno ci parlavamo”, ha sottolineato.
Di diverso parere la legale del circolo del golf: “Abbiamo testimonianze precise circa l’intervento del padre in questa vicenda e sul ruolo rivestito dall’imputato all’interno del circolo”.
Il giudice Rigato, rigettando la richiesta ex 507 della difesa di riascoltare tre testimoni prima della sentenza, tra cui il genitore dell’imputato, al termine dell’udienza ha rinviato la discussione al prossimo 3 novembre, sospendendo fino a quella data l’ormai prossima prescrizione.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
