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Viterbo – Giovanni Arena e Alessandro Romoli a cena, quel che resta del centrodestra apparecchia per Daniele Sabatini. Forza Italia, Lega e Fondazione ancora in cerca di un assetto per le elezioni comunali a Viterbo tentano la carta dell’ex consigliere regionale e assessore comunale.
Mancano due mesi alle elezioni comunali e la tanto sospirata fumata bianca, tra gli ex alleati, rimasti senza Fratelli d’Italia, ancora non si vede.
Colpa di scelte non condivise su assetto, nome del candidato sindaco e soprattutto per le incertezze sull’esatta consistenza dei gruppi, causa fuoriuscite. Avvenute in Forza Italia, temute nella Lega.
Così, dall’altra sera è tornato un grande classico, buono per tutte le stagioni. Daniele Sabatini. Paternità dell’idea, Forza Italia, che l’ha proposto agli alleati. Ma la Lega, dopo che una decina di nomi sono stati proposti e subito dopo cancellati, pare che ieri abbia voluto vederci chiaro. Fusco avrebbe incontrato Sabatini, per capire se è realmente intenzionato a candidarsi a sindaco. La risposta in sostanza non c’è stata.
Da quelle parti ci sperano, si tratta di un nome di tutto rispetto, un buon candidato e poi è anche l’ultima spiaggia. Ma il diretto interessato è d’accordo? Probabilmente avrebbe preferito essere chiamato in causa qualche settimana fa e non oggi, quando tutte le alternative sono state bruciate. Però, al richiamo della politica a volte è difficile resistere e pare che Sabatini no non l’abbia detto. E neppure sì. Anzi, ad ascoltare voci bene informate, pare che il diretto interessato abbia preso tempo per decidere.
Per convincerlo, probabilmente ci vorrebbe il via libera pure di Fratelli d’Italia. Quindi, correre da candidato sindaco con il centrodestra al completo. Ma FdI ha già scelto Laura Allegrini ed è pressoché impossibile che possa avallare scelte diverse in modo preventivo.
Probabilmente, prima FI, Lega e Fondazione dovrebbero portare Sabatini come candidato sindaco della coalizione, spiegando chi fra i tre è il proponente. A quel punto, essendoci nel campo del centrodestra due candidati, Allegrini e Sabatini, si aprirebbe un confronto.
Può Sabatini dire di sì prima ancora d’avere l’ok pure dal partito di Giorgia Meloni? Difficile, a meno d’intese al momento non ancora note.
Per ora, quindi, tutto può ancora essere, ma di certo, il nome di Sabatini sta sbloccando una situazione che in FI, Lega e Fondazione pareva senza sbocchi.
Mentre c’è chi prova ad aggiungere un posto, altri si sono già accomodati a tavola. L’altra sera, cena a Bagnaia. A capotavola, l’ex sindaco Giovanni Arena, il presidente della provincia Alessandro Romoli e l’ex assessore Elpidio Micci.
C’è da organizzare una lista, quella dei moderati a sostegno di Alessandra Troncarelli (quando Pd e altri si decideranno a presentarla).
Mangiando viene meglio e in questa carenza di candidati, c’è sempre la possibilità d’aggiungere un posto. Se non a tavola, in lista.
Pare che da quelle parti siano messi abbastanza bene. Avrà dato una mano l’arrivo di Arena, visto che già lui era pronto a mettere insieme 32 nomi e correre per conto proprio. Arrivare a chiudere la lista non dovrebbe essere un problema. Ma pure Arena e i suoi si staranno chiedendo: Sabatini che fa?
Giuseppe Ferlicca

