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Il buon senso istituzionale e costituzionale è prevalso…

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Luciana Lamorgese

Luciana Lamorgese

Viterbo – Il buon senso istituzionale/costituzionale è prevalso. Ammesso che esista. Ma insomma senza voler esagerare e senza ricorrere a iperboli inutili: mi sembra che un fatto, vogliamo dire con un eufemismo strano, ieri è stato evitato.

Che dei liberi cittadini vengano convocati dal rappresentate sul territorio del governo, dipendente dal ministero dell’Interno, prima di un confronto elettorale è cosa abnorme. Il ministero dell’Interno deve limitarsi a far rispettare la legge. Le regole. E non può e non deve entrare mai a gamba tesa su questioni che non lo riguardano minimamente. Lo diciamo alla ministra Luciana Lamorgese in primis. Che a oggi è la responsabile del settore. E che deve badare a che i suoi dipendenti si muovano nel solco delle regole.

A oggi, lo ripetiamo, non esiste nessun candidato sindaco. Niente di formale esiste. E la convocazione di ieri in prefettura, a firma Giovanni Bruno, ci è apparsa subito arbitraria. Basata su criteri del tutto soggettivi. Non consoni a un organo dello stato.

Un conto sono i giornali che dicono che “x è candidato sindaco” e “y è candidata sindaca”. Ma il ministero dell’Interno non è un giornale e non deve partecipare al dibattito politico. Non può non muoversi che su basi formalissime. Rigidamente formali e sostanziate dalla legge. Ché lo stato di diritto è forma e poi forma e ancora forma. È regole. Poi regole. E infine regole. Il resto, va detto con un’antica formula, viene dal diavolo.

Come diceva un grande politico italiano, Marco Pannella: “Dove c’è strage di diritto c’è strage di persone, di popoli”. Prima o poi.

Ecco penso che il diritto vada tutelato. E la prima a farlo non può non essere la ministra dell’Interno che è stipendiata da noi tutti per farlo.

Ora nessuno vuol mettere in croce nessuno. Anche al migliore degli arbitri può capitare per accidente di mettersi in intralcio a un passaggio tra due giocatori. Proprio a ridosso del gol.

Può capitare una svista. Ci mancherebbe altro. Una ingenuità.

E mai come ieri una “indisponibilità del prefetto” è stata così costituzionalmente utile. Conforme al dettato costituzionale.  

Alle volte perfino una indisponibilità può avere una sua intelligenza costituzionale. Una pregnanza nelle regole dello stato di diritto.

È stata anche fatta girare una voce, non sostanziata da nulla per ora, di candidati che si sentirebbero ricattati, non si sa come e da chi. Il tutto addirittura per impedire la candidature nelle liste. Fatto ovviamente gravissimo, se provato.

Ebbene se ci sono diritti lesi, le persone adulte non fanno altro che denunciare fatti precisi e persone precise alla magistratura e non certo al prefetto. Prendendosi la responsabilità giuridica di cosa viene affermato. Semplice. Il prefetto fa un altro mestiere.

Anche il prefetto poi, se viene a conoscenza di illegalità, deve rivolgersi subito alla magistratura. Come tutti i cittadini. Il contrario sarebbe veramente grave. Ma non è certo questo il caso. Chi rappresenta le istituzioni non può che seguire le regole che perfino un cittadino normale deve seguire. Ne sono certo.

Una storia per ora a lieto fine, quindi. 

Nessuno, però, si immagini che si possa far strame delle regole, dei meccanismi democratici, delle forme dello stato di diritto.

Una cosa è certa. La nostra attenzione sulla vicenda elettorale sarà molto accurata.

Passando ad altro.

Se qualcuno per tentare di vincere o tentare di far perdere qualcuno fa dei patti col diavolo è bene che sappia che non è questa la via.

Per vincere le elezioni bisogna avere idee, progetti, consenso, forza politica. I trucchetti di qualche vecchio arnese della politica possono andar bene in qualche paesino della provincia. Ma poi anche lì a vedere bene son andati a finir male, veramente. 

Ai candidati e candidate, per ora sedicenti, l’augurio di non perder tempo con trucchetti e accordicchi col diavolo, ma di fare una campagna elettorale dispiegando tutte le loro idee e forze. Idee e forze che per ora non si son viste. Purtroppo.

A certi “grandi” vecchi della politica, a questi eunuchi della politica, tronfi della loro impotente potenza l’augurio che si mettano in gioco con la loro faccia. Se ne sono in grado. Senza nascondersi nell’anonimato e senza mandare avanti la solita carne da cannone fatta di gente senza un mestiere e di utili idioti, spesso incapaci di capire cosa stanno facendo. Salvo poi subire le conseguenze legali a tempo debito. 

“Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”, diceva don Abbondio al grande, quello sì, cardinal Federico Borromeo. 

Carlo Galeotti


Articoli: Il prefetto Giovanni Bruno annulla l’incontro con i sedicenti candidati sindaco per parlare di elezioni di Daniele Camilli – Il prefetto convoca i sedicenti candidati sindaco per parlare di elezioni… è normale?


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