Ennesimo caso di violenza sulle donne – foto di repertorio
Viterbo – Buttafuori accusato di stupro da una 17enne, un mese prima avrebbe fatto un’altra vittima. Il particolare è stato rivelato dall’avvocato di parte civile dell’allora minorenne e dei genitori, difesi dal legale Armando Fergola, sostituito mercoledì in udienza dal collega Francesco Ciotti.
Era la fine del 2019 quando, secondo l’accusa, dopo avere intercettato la minore nel locale dove lavorava nella security, l’ha rintracciata tramite social network, presentandosi nel giro di pochi giorni a casa dei genitori come il fidanzato che tutti i padri sognano, quando in realtà sarebbe stato un orco.
La vittima sarebbe stata costretta a seguirlo per ben due volte da un affittacamere, dove la minore sarebbe stata picchiata e stuprata più volte sotto la minaccia di fare del male ai suoi congiunti. Avrebbe perfino simulato una crisi epilettica per seguire la vittima al pronto soccorso, mentre lui era in caserma, quando i genitori hanno chiamato i carabinieri ed è scattata la denuncia.
E’ stato arrestato due volte, la prima a dicembre 2019 e poi nuovamente nella primavera del 2020. Da allora si trova tuttora ai domiciliari, anche se non a casa, bensì in una struttura protetta a causa dei suoi presunti problemi mentali.
L’ultima parola alla psichiatra Tiziana Amici
Otre che di violenza sessuale, deve rispondere anche di sequestro di persona, rapina e lesioni, con l’aggravante della crudeltà.
Il collegio presieduto da Eugenio Turco, nel frattempo, ha deciso mercoledì che l’imputato, un ventenne di Pomezia salito agli onori delle cronache giudiziarie come una sorta di incrocio tra dottor Jekyll e mister Hyde, non sarà sottoposto a una perizia collegiale, né a una rinnovazione come chiesto dalla difesa, ma sarà visitato da una sola specialista.
La consulente dovrà stabilire per il tribunale, a integrazione del quesito precedente, se l’imputato sia in grado di stare coscientemente a giudizio e se sia socialmente pericoloso. Era stato già giudicato parzialmente capace di intendere e di volere dal medico legale Alessandro Pinnavaia. L’ultima parola spetterà ora alla psichiatra Tiziana Amici. Il processo, nell’attesa, resta sospeso fino al prossimo 29 giugno.
Il presidente Eugenio Turco
Agli arresti dal lockdown della primavera 2020
L’ex addetto alla sicurezza di una discoteca del Viterbese, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, arrestato in pieno lockdown nella primavera 2020, dopo un periodo a Mammagialla, è stato trasferito presso una struttura specializzata, dove è sottoposto al regime degli arresti domiciliari, dopo che gli psichiatri lo hanno definito “un borderline che manipola e seduce”.
Talmente abile da avere quasi convinto nel giro di pochi giorni uno dei responsabili della struttura terapeutica a chiedere per lui dei permessi per uscire, salvo disporre in via preventiva ulteriori accertamenti che avrebbero confermato la diagnosi di disturbo borderline severo della personalità nell’ambito di una patologia complessa, aggravata da immaturità e dall’incapacità di sostenere lo stress, ad esempio di fronte a un rifiuto o quando non riesce a portare a termine un suo piano, al punto da essere socialmente pericoloso, per sé (autolesionismo) e per gli altri (la vittima 17enne e i genitori della ragazza).
Quando l’abito non fa il monaco…
L’imputato, secondo quanto emerso, approfittando del bell’aspetto, farebbe leva sia sul fisico prestante che sulla buona educazione. In passato, pur non avendo il becco di un quattrino, sarebbe anche riuscito a noleggiare per un periodo una Lamborghini a sbafo per fare colpo su una ragazza. E una volta che è finito al pronto soccorso, avrebbe convinto una troupe televisiva ad andare a riprenderlo, dicendo di essere un attore famoso.
Un mese prima della 17enne, avrebbe “sedotto” un’altra ragazza, la quale sarebbe stata vittima di condotte analoghe, secondo la difesa di parte civile che ha chiesto l’acquisizione nel fascicolo del processo dell’infronativa vergata dai carabinieri “per valutare a tutto tondo la personalità dell’imputato”. Richiesta messa a verbale, ma rigettata dal collegio, nonché dalla difesa, così come quella di rinnovazione della perizia psichiatrica,
Si torna in aula il 29 giugno.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

