Viterbo – La nuova politica. Hitler e Džugašvili in prima fila.
Lo confesso: sono un uomo del Novecento. Lo ammetto quando sento l’Internazionale mi vengono i brividi. Ho ancora la convinzione bizzarra che la politica debba essere basata sulle idee, sui progetti e sull’individuazione di donne e uomini su cui quella politica possa camminare. Convinzione che, quando si è trasformata in una ipertelia, è diventata pericolosa e omicida. Ma più spesso ha migliorato la vita di milioni di uomini, donne, gay…
Ma tutto questo è finito. È vecchio. Fa tanto prima repubblica. Fa tanto politici di professione.
Ora, invece, quel che conta è vincere le elezioni. E allora tutto è ammesso. Ogni bluff. Ogni trucco. Ogni triangolazione.
E poi chi se ne frega se quando vai a governare hai messo insieme una serie di forze disomogenee, di liste strambe o di candidati che vanno dal neonazista al vetero comunista. Dal gay militante all’”uomo bianco occidentale”, come qualcuno si è definito qualche tempo fa. Come dire un po’ a destra del Pnf. Forze tanto disomogenee da non poter governare neppure un piccolo condominio di provincia.
Ovviamente le alleanze in democrazia vanno fatte. Ma devono avere una certa omogeneità interna. In pratica, quel tanto che basta per dar vita a una azione di governo di una qualche coerenza ed efficacia.
In caso contrario s’è visto cosa accade. Crollano i governi e crollano le giunte. I sindaci vengono immobilizzati e dimessi.
Ma l’importante è vincere. Chi se ne frega della nazione o della città.
E allora si cercano candidati come carne da cannone. I cosiddetti “candidati massa”, senza nessuna speranza di essere eletti ma che portano il voto di marito o moglie. Quando va bene. E un voto è un voto. può far vincere. Ma ci sono anche candidati da cento voti… E appaiono preziosi.
E dire che quel tonto di Kant diceva che l’imperativo categorico era di non considerare mai le persone come meri mezzi, ma come anche fini.
Ma si sa i nuovi politici se ne sbattono di coglioni come Kant.
Ora un episodio di fantasia. Una parabola, avrebbe detto un grande intellettuale ebreo di una qualche fama.
Nella sede di una candidata/o sindaca/o. Ma da ora in poi sarà tutto al femminile vista la preminenza. Unica cosa positiva di questi giorni.
“È arrivato un candidato nuovo!”. Un militante rivolgendosi alla candidata sindaca.
E lei a lui: “Ma i candidati carne da cannone li abbiamo tutti!”.
Lui a lei: “Ma questo porta cento voti!”. E lei: “Allora la cosa cambia. Per cento voti si può vincere o perdere. Va bene fallo entrare. Ma chi è?”.
Militante: “Adolfo”.
Candidata: “Il cognome deficiente”.
Militante: “Hitler”
Candidata: “Bene. Fallo entrare, va benissimo”.
Militante: “Ma hai capito Adolf Hitler”.
Candidata: “Certo che ho capito. Deficiente. Porta cento voti. Fallo entrare”.
Militante: “Io te lo porto, ma questo ha ucciso milioni di persone… Ci ha fatto saponette”.
Candidata: “Ma cento voti li porta?”.
Militante: “Pure duecento”.
Candidata: “E allora va benissimo. Con cento voti in più possiamo vincere. Arruolato. Chi è il prossimo… Chi è?”.
Militante: “Iosif”.
Candidata: “Il cognome deficiente”:
Militante: “Vissarionovič Džugašvili”.
Candidata: “Ottimo e abbondante”.
Militante: “Sicura? Mi dicono che si fa chiamare Stalin…”.
Ovviamente è uno scherzo. Ma insomma… Così è se vi pare.
Carlo Galeotti

