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Carlo Galeotti: “Sarò il sindaco della creatività e della rinascenza…”

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Viterbo – “So di essere di media statura, ma non vedo giganti intorno a me”. Lapidario ed essenziale, il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti, citando il divo Giulio Andreotti, in una fredda giornata di fine marzo annuncia che si candiderà a sindaco di Viterbo. 


Carlo Galeotti

Carlo Galeotti


La decisione, o come l’ha definita lui stesso la “costrizione”, è arrivata all’improvviso ma certo è frutto di un lento lavoro di logoramento: “Anni e anni di malapolitica hanno spinto i cittadini alla disperazione e alla consunzione”, dice. Sì perché sono stati i lettori a chiedergli, poi a ribadirgli e infine a costringerlo a prendere questa irrevocabile decisione.

Ma Galeotti, da sempre si occupa dei fondamenti della scienza e della matematica, è laureato in filosofia teoretica e in particolare in epistemologia con un gigante come Vittorio Somenzi. Ha studiato per due anni con uno dei più grandi logici italiani, esperto di teoria della dimostrazione: Carlo Cellucci. E allora prima di decidere non ha mancato di fare un’analisi scientifica delle sue possibilità. 

“Ho commissionato un sondaggio a uno degli istituti più importanti ed apprezzati e a questo punto ho deciso che la cosa si può fare”, spiega un po’ criptico.

Perché ha deciso di candidarsi?
“Per sfinimento – dice sorridendo Galeotti-. Lo faccio perché la mail box della redazione è strapiena. Ogni giorno arrivano una montagna di email di cittadini avvelenati che non riescono più a sopportare il fatto che una città che era un gioiellino sia diventata un cumulo di porcherie. Dopo gli articoli degli ultimi giorni sono state molte le lettere, i messaggi, le preghiere, le implorazioni e perfino le suppliche arrivate alla redazione di Tusciaweb per una mia candidatura. I cittadini viterbesi sono esausti. In tanti mi hanno implorato e poi praticamente costretto a candidarmi…”.

In che senso costretto?
“Per fare un esempio. Un lettore è venuto a parlarmi, mi ha raccontato che non riesce più a uscire con la macchina dal garage perché è nato un boschetto davanti al portone di casa. È venuto nel mio ufficio e ha detto che non ho più scelta. Sono costretto dai cittadini”.

E da dove nasce questo malcontento popolare?
“Beh, è evidente. Candidati e pseudocandidati. Mariti, fratelli, mogli e sorelle. Nipoti e zii. Santi, santini, santucci. Cambi e rimescolamenti. Ripensamenti e poi conferme e smentite. Smentite di conferme e conferme di fesserie. Tutto all’insegna del solito niente. Del solito nulla. Visto il livello delle attuali candidature, mi sono detto che forse era tempo di mettere a disposizione della città la mia esperienza. Ma a decidere saranno i cittadini”.

E il suo programma?
“Un programma di base centrato sulla filosofia zen della manutenzione della motocicletta. Programma di rifacimento delle strade ciclico. Pulizia della città, come si faceva una volta, con tanto di spazzamento. Riorganizzazione della raccolta dei rifiuti. Sicurezza e lotta al degrado, creando occasioni di vita nei diversi quartieri. Le associazioni culturali, teatrali e quanto altro avranno a gratis le piazze per fare il loro lavoro, per dirne una. Mai più strade e piazze deserte. E poi un mega programma di rinascita culturale di una città che potrebbe campare anche solo di turismo. Avevo già suggerito ai candidati alcune ipotesi. Naturalmente inascoltate. Partiremo dagli etruschi e sbarcheremo negli Usa e in Cina, i contatti già ci sono. Abbiamo già progetti che coinvolgono tutta la Tuscia, laziale e toscana, e l’Umbria. In pratica l’Etruria. Assessore al Turismo ovviamente Francesco Bigiotti o una persona da lui designata. Questo per far capire bene i criteri. Faremo poi di Viterbo una piccola ma originalissima Amsterdam, nel segno della libertà, della multiculturalità e della tolleranza e accoglienza. Niente manifesti razzisti, insomma.

Per dirne un’altra non solo sarò presente al gay pride, o meglio al lgbt pride per i diritti della comunità Lgbt+, ma chiederò agli organizzatori di aprirlo e di stare con loro alla testa della manifestazione dall’inizio alla fine, se vorranno. Faremo di San Pellegrino la valletta degli intellettuali romani e italiani, come voleva fare il mio amico Alfredo Cattabiani. Il Bullicame diverrà un loco di Lectura Dantis permanente. Un teatro a getto continuo per tutti coloro che vorranno leggere Dante, con grandi attori, ma anche gente comune. Penso alla grande tradizione dei poeti a braccio. Faremo di Viterbo area libera dagli imbecilli, ignavi, invidiosi, accidiosi e i violenti attraverso la cultura. Grazie a poeti come Dante, Boccaccio, Petrarca, Michelangelo… Il programma lo presenteremo non a caso al Bullicame insieme alla squadra di governo. Tutto nel segno del grande Dante. Sono anni che è pronto”. 

I fondi per tutto ciò da dove li prenderà?
“Basterebbe non spendere i soldi in cazzate e razionalizzare gli investimenti. Questi asfaltano e poi dopo una settimana sfasciano per passare la fibra. Questo come tanti altri lavori in questa città. Se un lavoro è fatto male poi, va rifatto. E a regola d’arte. Senza sperperare il denaro per lavori fatti male. Poi vanno usati i fondi Europei e quelli del Pnrr (Piano nazionale di Ripresa e Resilienza). La verità è che i soldi ci sono e sono perfino troppi, il problema che mancano idee. Fantasia. Creatività. Noi abbiamo tutto questo. Come diceva Popper il problema è che le persone sono buone, ma stupide. Gli imbecilli, gli accidiosi e gli invidiosi sono il problema. E lo spiega anche Dante nell’Inferno. Il problema non sono i soldi, il problema è il prevalere dei cretini e dei manigoldi, come paventavano Fruttero e Lucentini. Ecco daremo spazio alle intelligenze comprovate. Riconosciute a livello nazionale e internazionale”.

Chi ci sarà nella lista?
“Cittadini competenti, creativi, intelligenti. Persone che nella loro professione hanno già dimostrato che sanno fare cose. Realizzare progetti. Manager, imprenditori, professionisti, semplici cittadini capaci. Nessuno di chi oggi è seduto in comune. I politici ‘di professione’, in realtà dilettanti allo sbaraglio che se gli dici De Gasperi o Togliatti strabuzzano gli occhi pensando si tratti di due ciclisti che se la battevano, hanno ampiamente dimostrato di non essere capaci. Hanno fallito e questo è davanti agli occhi di tutti. Siamo aperti al confronto e ai suggerimenti dei cittadini. Ma non da parte dei politici viterbesi che non sanno nulla e non sanno fare nulla e quindi sono capaci di tutto. In ogni caso con le liste presenteremo la squadra di governo. Rigorosamente polifonica, competente e equilibrata quanto a politiche di genere. Tra di noi non vogliamo spiriti morti e segnati dalla tristizia, come i politici viterbesi”.

Sembra abbastanza sicuro…
“Lo dicono i sondaggi. Lo dicono i viterbesi che sono stufi di autolesionismi. Ma poi, verrebbe da dire, che in sé il risultato non è importante, ciò che importa è il viaggio che proponiamo alla città. Noi siamo capaci di sogno e di bellezza. E poi siamo un po’ come il proletariato ai tempi di Marx. Non abbiamo che da perdere altro che “le nostre catene” e non abbiamo mai avuto paura di nulla… Chi vive con un buon senso della propria finitudine non può preoccuparsi di dettagli. Non vorrei essere frainteso, vivere-per-la-morte heideggerianamente, non significa esser tristi, ma come nell’Attimo fuggente voler “vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita”. In piena serenità e allegria. Ma con serietà e autenticità. Nulla preoccupa chi vive in modo autentico. Siamo o non siamo figli del Carpe diem di Lorenzo il Magnifico e Orazio: …chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza”. 

Federica Focaracci
Daniele Camilli


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