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“Dal finestrino una zaffata alcolica”, condannato per guida in stato di ebbrezza

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Viterbo - Polizia a piazzale Gramsci

Viterbo – Polizia a piazzale Gramsci – Foto di repertorio


Viterbo – Si fa beccare ubriaco sulla macchina del padre in piazzale Gramsci, condannato. Protagonista un giovane del capoluogo, processato giovedì per guida in stato di ebbrezza alcolica aggravata dall’orario notturno davanti al giudice Francesco Rigato.

L’imputato è incappato in uno dei controlli straordinari contro le stragi del sabato sera, la notte tra il 7 e l’8 aprile 2018, mentre era al volante della Opel Astra del genitore. Erano circa le 2,40 quando è stato fermato dalla polizia stradale.

“Non appena il conducente della vettura ha tirato giù il finestrino è uscita una inconfondibile zaffata alcolica”, ha spiegato in aula l’allora comandante della stradale Gian Luca Porroni, presente sul posto.

“Abbiamo proceduto col precursore, che ha dato esito positivo, quindi, dopo avergli dato tutti gli avvisi del caso, con il doppio alcoltest che ha dato 0,80 e 1,10. A quel punto sono scattate le procedure di rito e abbiamo affidato la macchina al genitore, risultato l’intestatario della vettura”. Se fosse risultata di proprietà del conducente, l’auto sarebbe stata sottoposta a sequestro. 

L’accusa ha chiesto una condanna a due mesi di arresto e 800 euro di multa. Il giudice ha condannato l’imputato a un mese di arresto e ottocento euro di multa, con sospensione della pena e non menzione. Ma ha disposto anche la sospensione della patente di guida per sei mesi.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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