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Domenica 1 maggio apertura del complesso abbaziale di San Martino

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Domenica 1 maggio, apertura del complesso abbaziale di San Martino al Cimino. Dalle ore 15,00 alle 16,30 e dalle 17,00 alle 18.30.

Per info e prenotazioni: 340.50.07.296 – Ingresso libero.


San Martino al Cimino - Abbazia cistercense

San Martino al Cimino – Abbazia cistercense


Eventuali donazioni per la visita o dalla vendita di libri, saranno destinati alla riparazione di alcuni parti della vetrata del finestrone della facciata della chiesa.

La storia dell’abbazia è legata allo sviluppo della via “francigena di montagna”che i monaci definirono con l’appellativo di “diverticolo”. La più antica menzionedi una Ecclesia Sancti Martini in Monte risale al febbraio dell’anno 838. Papa Eugenio III, nel 1145 affidò il monastero ai monaci cistercensi, i quali realizzarono l’espressione più alta dell’architettura di stile gotico monastico. Nel 1460 l’abbazia fu posta sotto il controllo del Patrimonio di S.Pietro e governatain varie epoche da illustri cardinali tra i quali, Piccolomini, Della Rovere, Farnese, Aldobrandini, fino ad arrivare nel 1644 ai Pamphilj. Il borgo medioevale cresciuto attorno all’abbazia cistercense, fu trasformato per volere di Innocenzo X e della cognata Donna Olimpia Maidalchini Pamphilj nella metà del XVII secolo, grazie alla progettazione urbanistica di Francesco Borromini,dall’architetto militare Marcantonio de Rossi.

Percorreremo la storia dell’abbaziafin nei più  piccoli dettagli. Analizzeremo la sua architettura e i materiali impiegatiper edificarla, visiteremo gli opifici in primo luogo l’antico scriptorium, dove verrà presentata una cospicua miscellanea di tomi medioevali. Conosceremo l’aula capitolare risalente al XIII secolo, con la parte dell’alzato completamenteaffrescato. Scenderemo nell’interrato del palatium parvum monastico, dove in età medioevale era situato l’antico hospitium dei pellegrini che percorrevano lavia francigena.

Avremo il privilegio di ammirare opere pittoriche di grandeinteresse quali, lo stendardo giubilare di Mattia Preti, la quadreria abbaziale, i paramenti liturgici di Innocenzo X, mobili e arredi originali appartenenti alperiodo pamphiliano. Avremo accesso al palazzo Doria Pamphilj, dimora di Donna Olimpia Maidalchini, dove si potremmo ammirare le sale dai soffitti decorati. Racconteremo i periodi più importanti della vita di Donna Olimpiaattingendo informazioni dai nostri studi.

Colombo Bastianelli


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