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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Lo scorso 8 aprile la direzione operativa Rfi ha licenziato senza alcuna motivazione un lavoratore apprendista in forza da 3 anni presso l’impianto di Viterbo.
Un’iniziativa gravissima e ingiustificata a cui l’azienda non è nuova, avendo rotto qualsiasi negoziato con i sindacati per poter gestire i lavoratori nella totale arbitrarietà.
Denunciamo da febbraio l’imposizione di lavoro straordinario notturno, senza alcun rispetto del dovuto riposo fra un turno e l’altro, esponendo a rischio di infortuni gravissimi i lavoratori.
Ricordiamo come Rfi sia destinataria di oltre 30 miliardi del Pnrr, questi devono essere usati per il miglioramento delle condizioni di lavoro e per la messa in sicurezza delle infrastrutture e degli impianti, su cui non vengono fatti interventi di manutenzione da decenni.
Visto il totale silenzio alle continue richieste di incontro e di intervento, fatte da Usb, proclamiamo lo sciopero di 8 ore di tutto il personale del settore manutenzione infrastrutture per il prossimo 6 maggio.
Uno sciopero necessario, proclamato solo da Usb, al fianco dei lavoratori, vista l’ambiguità delle altre sigle sindacali.
In preparazione dello sciopero, sabato 23 aprile siamo a Viterbo, dalle 10,30 alle 12,30 in piazza delle Erbe per esprimere solidarietà al giovane lavoratore ingiustamente licenziato e per denunciare il clima che la dirigenza della Doit Roma sta tentando di instaurare a fronte della crisi delle relazioni sindacali in corso da oltre due mesi.
Non fermeremo la lotta fino al rispetto di tutti i diritti e la stabilizzazione dei lavoratori, non accettiamo il continuo ricorso ad esternalizzazioni e appalti, che hanno l’unico scopo di precarizzare i lavoratori e renderli più vulnerabili ad abusi e minacce.
Vogliamo: 10mila assunzioni nel settore; l’incremento economico del 25% sui minimi tabellari; rivalutazione economica delle mansioni professionali; riordino organizzativo del settore con la creazione di almeno 3.000 figure professionali “Tecnico”.
Mentre da anni è in corso una massiva politica di appalti a imprese private quasi totalmente desindacalizzate, a tutto danno delle tutele generali dei lavoratori e del loro diritto alla salute e alla sicurezza; e poi resta lo scenario giudiziario aperto dalle inchieste della magistratura nazionale sulle infiltrazioni mafiose nel sistema di appalti in Rfi.
Usb lavoro privato
