|
|
Viterbo – Lega-Forza Italia: questo matrimonio non s’ha da fare. A Viterbo no, ma a Roma sì.
La parte residuale del centrodestra stenta a trovare un assetto, dopo la rottura del tavolo per l’impossibilità di trovare un’intesa sul candidato sindaco e non solo. FI, leghisti, ma anche Fondazione le hanno provate tutte. Senza esito.
La coalizione, con Fratelli d’Italia che ha deciso di correre per conto proprio si è dissolta. Non c’è più. Eppure, dalla capitale stanno tentando qualcosa che assomiglia molto a un accanimento terapeutico, o meglio accanimento politico.
Dagli azzurri è partita la sollecitazione affinché il livello nazionale convinca i viterbesi (leghisti) a mettersi insieme. Costi quel che costi e a tutti i costi.
L’input è partito da Forza Italia viterbese, seppure nelle ultime ore gli azzurri avrebbero sondato anche altre possibilità. Non si sa mai.
Chi, arrivati a questo punto, non ne vuole proprio sapere è la Lega. Claudio Ubertini è pronto a candidarsi sindaco per gli uomini del senatore Fusco. Ma tanto a Viterbo quanto a Roma ha dettato condizioni precise. Se si tratta di una lista solo della Lega. Quindi, niente Forza Italia e nemmeno Fondazione.
Pare che dalla capitale stiano tentando di convincere i responsabili nella Tuscia, ma finora senza risultato. La risposta è stata: o da soli o niente candidatura. Nemmeno come semplice consiglieri.
Intanto il tempo scorre.
L’altro problema da quelle parti riguarda FI. Pare che chiudere una eventuale lista non sarà facile. Le defezioni sarebbero più di una, si sommerebbero a quelle già note. Arena e gli altri approdati ai moderati a sostegno di Alessandra Troncarelli, candidata sindaca per il centrosinistra.
In tutto questo, Fondazione pare che in queste ore sia tornata al progetto originale. Intesa con Lega e FI. Ma al momento, mancherebbe più di un presupposto affinché l’intesa abbia successo.
Tutto lascia prevedere che, almeno che da Roma non predispongano pure una lista, la Lega correrà per proprio conto e magari pure Forza Italia, sempre che riesca a mettere insieme 32 nomi. Oppure, rimane l’ipotesi centrosinistra.
Il 12 giugno si vota. Il tempo passa, ma a quanto pare non in casa di quello che fu il centrodestra residuale.
Giuseppe Ferlicca
