Viterbo – “L’evento di lunedì con lo storico Eric Gobetti si farà. Non ci lasciamo intimidire da nessuno”. E’ la risposta di Tommaso Mascioli, presidente dell’Anpi Viterbo (associazione nazionale partigiani d’Italia), a Casapound che l’altro giorno, con un comunicato stampa, ha chiesto alla provincia di revocare la sala dove lunedì prossimo si svolgerà l’iniziativa con Eric Gobetti sulle foibe. Il titolo: “E allora le foibe?”. L’appuntamento: 11 aprile alle ore 16, sala della provincia, via Saffi, Viterbo. Il tutto accompagnato da una mostra fotografica documentaria,
“Testa per dente”, che inizierà oggi in sala Anselmi, sempre in provincia. Laddove la provincia dovesse mantenere ferma la decisione di lasciare la sala all’Anpi per lunedì, Casapound ha annunciato che metterà “in atto azioni di protesta, anche eclatanti, al fine di non permettere lo svolgersi di tale oltraggioso evento”. Intanto pare che ieri in provincia sia circolata voce di un possibile cambio di data o sede dell’evento per ragioni di sicurezza. Tuttavia, come ha confermato Mascioli, “non c’è stata nessuna comunicazione in tal senso”. Sempre ieri la denuncia contro Casapound da parte del presidente provinciale di Anpi, Enrico Mezzetti, per “attentato al libero esercizio di diritti costituzionali”.
Viterbo – Il presidente dell’Anpi Tommaso Mascioli
Tommaso Mascioli, Casapound ha detto che se la provincia vi lascia la sala per l’iniziativa di lunedì prossimo con Eric Gobetti è pronta “a mettere in atto azioni di protesta, anche eclatanti, al fine di non permettere lo svolgersi di tale oltraggioso evento”. La vostra risposta quale è?
“Noi non ci lasciamo intimidire dalle minacce di Casapound, perché si tratta di una vera e propria minaccia. Noi stiamo agendo nel pieno della legalità con un’azione politica e culturale. Loro cosa vogliono? Il nostro evento non può essere impedito. E’ un’iniziativa garantita dalla Costituzione. E anche le altre istituzioni e realtà democratiche devono reagire”.
Che significa?
“Significa che le istituzioni e le realtà democratiche, vale a dire partiti, associazioni e sindacati, non possono restare impassibili di fronte a queste minacce. Se dovesse infatti passare la linea di Casapound, a questo punto nessuno potrà più muoversi senza il loro consenso. Basta che loro alzino un dito e nessuno si deve più muovere”.
E che cosa dovrebbero fare?
“E’ fondamentale che tutte le forze democratiche si mobilitino contro l’azione di Casapound, indipendentemente da quello che vogliamo fare noi di Anpi. Se le forze democratiche non si mobilitano, il male è per tutti”.
L’incontro di lunedì prossimo con Eric Gobetti resta e si svolgerà sempre in provincia?
“Sì, manteniamo fermi sia la mostra, che inizia domani (oggi ndr), sia l’incontro con Eric Gobetti. Entrambi in provincia. E invitiamo tutti i democratici a prendervi parte”.
E’ girata voce che per ragioni di sicurezza la data dell’evento potesse essere spostata se non addirittura annullata…
“Data e luogo restano gli stessi. Lunedì alle ore 16 in provincia. Domani (oggi ndr) vedremo il presidente Alessandro Romoli per mettere a punto gli ultimi dettaglia. Nessuno ci ha comunicato nulla in contrario rispetto a quanto previsto. Poi, se per assurdo dovessimo trovare la porta della provincia chiusa, faremo i nostri interventi in piazza, davanti a palazzo Gentili in via Saffi e sempre con Eric Gobetti. Noi andiamo avanti. Con la speranza di avere l’appoggio di partiti, associazioni, sindacati e forze democratico”.
Viterbo – Palazzo Gentili, sede della provincia
Cosa direte sulle foibe lunedì prossimo quando verrà Eric Gobetti?
“Credo che l’iniziativa di lunedì sia un fatto culturalmente e moralmente indispensabile per fare luce sulla verità riguardante le foibe”.
E quale è la verità?
“Ad esempio diversi pensano che l’Istria e la Dalmazia fossero italiane, e questa non è una cosa vera. Semmai erano austriache. Il fatto che ci fossero state persone che parlavano italiano non significa niente. Si dice poi che nelle foibe sia morte centinaia di migliaia di persone. E anche questo è un dato non vero. Nelle foibe sono morte dalle 3 mila alle 5 mila persone. Lo dicono tutti gli storici”.
Si parla però di pulizia etnica…
“E anche questo non è vero. Sempre secondo gli storici non si è trattato di pulizia etnica. Fermo restando che non c’è nessuna giustificazione quando si ammazza, nelle foibe sono state uccise delle persone che nella maggior parte dei casi avevano collaborato all’occupazione fascista e nazista del loro territorio. Ci sono state anche vendette personali, come succede spesso durante una guerra civile, ma la sostanza non è questa. L’intenzione però non era certamente quella di punire gli italiani in quanto tale. Molti italiani hanno combattuto insieme all’esercito di Tito e sono stati rimandati tranquillamente a casa. Come ad esempio Nello Marignoli”.
E allora perché secondo lei si parla di pulizia etnica?
“Perché si vuole fare un parallelo, sbagliato, con la Shoah, cioè con lo sterminio del popolo ebraico. Lo sterminio però è un’altra cosa rispetto alle foibe. La Shoah è stato il tentativo sistematico di distruggere popoli e persone in quanto tali e in quanto aderenti o legati a un credo religioso”.
Resta il fatto che dopo la guerra molti hanno dovuto abbandonare le proprie case e venire in Italia…
“Anche sull’esodo le cifre sono gonfiate. Quando c’è una guerra e cambiano i confini succede anche che i popoli vengano spostati da una parte all’altra. Non è successo solo in Istria, ma in tutta Europa. E la responsabilità di quanto accaduto durante e dopo la guerra è soltanto di chi l’ha scatenata. La responsabilità è solo di fascisti e nazisti”.
Lo storico Eric Gobetti
Casapound dice che Eric Gobetti è uno storico “screditato”. E’ così?
“Non mi pare proprio. Anzi, tutt’altro. I suoi libri sono basati su fonti e documenti. I suoi sono libri ai quali non si può rispondere con le minacce. Gobetti è ‘screditato’ solo per Casapound. Quali sono invece i loro storici ‘accreditati’. Facciamo un nome. Ma non possono, perché nessuno degli ‘storici’ di Casapound ha il benché minimo credito”.
Casapound chiede anche un contraddittorio…
“Se uno viene all’evento e alza la mano per parlare, può farlo tranquillamente. Nessuno glielo vieta. Dopodiché, il contraddittorio non è previsto. Non solo, ma Casapound lo prevede nelle sue iniziative? Non mi pare che abbiano mai chiamato l’Anpi ad intervenire nei loro eventi”.
A Verona, però, Gobetti ha rifiutato il contraddittorio…
“Sì, ma semplicemente perché l’iniziativa non lo prevedeva. Quando se lo è trovato di fronte, Gobetti ha rinunciato. L’iniziativa era altra, era una conferenza, e non si può cambiare all’ultimo perché qualcuno lo vuole”.
Se Casapound dovesse mettere “in atto azioni di protesta eclatanti”, come si comporterà Anpi?
“Non faremo nulla. Ci atterremo solo alla legge italiana che in quel caso, in uno stato democratico, prevede l’intervento delle forze dell’ordine per evitare che ci venga impedito il proseguimento dell’evento. Noi non ci presteremo a nessuna provocazione”.
Daniele Camilli
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