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Giacomo Anselmi, come Steve Vai e Joe Satriani, è endorser Ibanez

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Giacomo Anselmi

Giacomo Anselmi

Viterbo – In mezzo a Joe Satriani e Steve Vai. Il chitarrista viterbese Giacomo Anselmi è endorser di Ibanez, marca di pregio delle sei corde a livello mondiale. Il riconoscimento è arrivato proprio in questi giorni, ma il destino del nostro guitar hero era segnato: a 14 anni la difficile scelta, motorino o chitarra? “Non ho avuto dubbi: la seconda. Ed era proprio una Ibanez”. Da lì in poi, fedeltà per tutta la vita. 

Anselmi insegna chitarra rock al Saint Louis college of music di Roma e suona nei Goblin Rebirth, band nata sulla scia di quella cui si devono colonne sonore di film quali “Zombi” di George A. Romero e altri di Dario Argento, come “Profondo rosso”, “Tenebre” o “Suspiria”. Ne fanno parte anche due dei membri originali, Fabio Pignatelli e Agostino Marangolo. E’ diplomato al Musicians institute di Los Angeles e ha collaborato con gente del calibro di Amii Stewart.

Adesso però questo traguardo è tutto suo. “Lavoro con Ibanez dal 2015 – dice Anselmi – attraverso il distributore Mogar di Milano. E’ iniziato un lavoro di equipe con quanti utilizzavano il marchio, insieme ad altri musicisti abbiamo girato parecchio con l’Ibanez Rg tour, dove ho dato una mano. Così e si sono rafforzati i rapporti. E ora sono sotto contratto”.

Lo definisce “un bell’arrivo, anche perché stai sul sito Ibanez: mi è andata anche bene, perché il mio cognome inizia per A e sono proprio all’inizio, ben visibile”. Il binomio Anselmi-Ibanez va avanti però da molto, molto prima. “Ho spinto moltissimo il marchio, l’ho sempre utilizzato. Se ora sono endorser, questo è successo anche per l’attaccamento. E’ una passione che nasce da piccolo: seguivo John Scofield, Scott Anderson, George Benson, Pat Metheny, poi Paul Gilbert, Joe Satriani e Steve Vai. Ma la cosa strana è che tutto è partito dal primo, che non è un chitarrista rock. Volevo proprio quella chitarra lì. E quando sono stato negli Usa a studiare me la sono comprata. Dopo sono arrivate tante altre”.

La storia è iniziata così. “La prima chitarra che mio padre mi ha regalato al posto del motorino quando avevo 14 anni, insieme all’amplificatore, è stata una Ibanez. Potevo scegliere tra motorino e chitarra, ho scelto la seconda. Ora sono molto felice”. Essere endorser vuol dire fare da testimonial dal punto di vista dell’immagine, utilizzare quella marca, partecipare a eventi in Italia e all’estero e molto altro. “Sono un artista Ibanez. E’ un traguardo a cui aspiravo fin da piccolo – continua Anselmi – è la realizzazione di un sogno. Non sono sicuramente il nunmero uno al mondo, ma significa aver raggiunto la posizione più alta possibile attraverso il mio lavoro. Sia come insegnante, sia come musicista”.

Prossimo traguardo? “Sicuramente perseverare con i miei progetti utilizzando questo strumento, possibilmente in tutti i contesti, perché la mia caratteristica è la versatilità: jazz, prog, rock. Così potrò anche ricambiare per la posizione che è stata riconosciuta”.

A proposito, come va con i Golblin Rebirth? “Si stanno muovendo diverse cose, con Fabio Pignatelli stiamo scrivendo nuova musica – conclude – vediamo cosa uscirà fuori”.

Massimo Chiaravalli


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