Città del Vaticano – “Rinnovo l’appello a una tregua pasquale, segno minimo e tangibile di una volontà di pace. I leader politici, per favore, ascoltino la voce della gente, che vuole la pace, non una escalation del conflitto”.
Papa Francesco
Lo ha detto questa mattina Papa Francesco: “Oggi varie Chiese orientali, cattoliche e ortodosse, e anche diverse comunità latine, celebrano la Pasqua secondo il calendario giuliano. Noi l’abbiamo celebrata domenica scorsa, secondo il calendario gregoriano. Proprio oggi ricorrono due mesi dall’inizio di questa guerra: anziché fermarsi, la guerra si è inasprita. È triste che in questi giorni, che sono i più santi e solenni per tutti i cristiani, si senta più il fragore mortale delle armi anziché il suono delle campane che annunciano la risurrezione. Ed è triste che le armi stiano sempre più prendendo il posto della parola”.
“Rinnovo l’appello a una tregua pasquale, segno minimo e tangibile di una volontà di pace – ha continuato il pontefice -. Si arresti l’attacco, per venire incontro alle sofferenze della popolazione stremata. A tutti chiedo di accrescere la preghiera per la pace e di avere il coraggio di dire, di manifestare che la pace è possibile. I leader politici, per favore, ascoltino la voce della gente, che vuole la pace, non una escalation del conflitto”.
