Tarquinia – La fiera al lido
Civitavecchia – Civitavecchia, giustamente, esulta mentre Tarquinia mastica amaro.
Dopo la notizia dello spostamento della fiera nel comune portuale, arriva la conferenza stampa di presentazione dell’evento in programma dal 29 aprile al primo maggio. Date favorevoli sia per la festa dei lavoratori che per la ricorrenza di Santa Fermina, patrono cittadino che viene festeggiato proprio il 28 aprile.
“I tempi sono ridotti – spiega il sindaco Ernesto Tedesco – ma si tratta di un evento dalla caratura nazionale che non ci potevamo lasciar sfuggire. E’ qualcosa di unico per la nostra città e porta un indotto commerciale notevole. La mostra coinvolgerà la marina con l’obiettivo di portare avanti l’evento nel corso degli anni“.
Civitavecchia – Una delle mappe della fiera
Dopo il primo cittadino, spazio all’assessore al Commercio Dimitri Vitali che rimane sulla stessa lunghezza d’onda di Tedesco.
“E’ un’occasione che non potevamo lasciarci scappare – ammette Vitali –. La fiera porterà a Civitavecchia centinaia di migliaia di visitatori da tutta Italia. Hotel e bed and breakfast sono già sold out. Per noi è un evento storico. Stiamo facendo un tour de force per far sì che tutto sia pronto e che vada nel migliore dei modi“.
Nel frattempo a Tarquinia i commercianti e i cittadini protestano per un trasloco che costerà tanto sia dal punto di vista turistico che da quello prettamente economico. Nel ponte del primo maggio, infatti, è prevedibile che si passerà dal tutto esaurito al semi-deserto a causa dell’ex fiera che secondo le previsioni potrebbe rimanere a Civitavecchia anche per i prossimi anni. Un duro colpo commentato, tra gli altri, dal consigliere comunale di opposizione Sandro Celli.
Sandro Celli
“E’ un danno di una gravità inaudita – spiega Celli in un comunicato stampa – e non solo dal punto di vista economico, già di per sé enorme, ma anche dal punto di vista dell’immagine di un’intera città. Questa manifestazione fa parte del nostro dna, ideata e realizzata da tarquiniesi lungimiranti che hanno saputo nel tempo farla crescere fino a diventare l’evento di settore più importante del centro Italia. Perdere la fiera significa perdere un indotto economico vitale per alcuni settori della nostra città. Significa perdere un evento che fa parte della nostra storia e tradizione che ha accompagnato intere generazioni.
Da sempre questa manifestazione è stata gestita dall’associazione Pro Tarquinia, il cui nome dovrebbe rispecchiare le sue finalità a favore della città di Tarquinia e non certamente a suo danno. E’ paradossale e avvilente quindi vedere il progetto della manifestazione, sottratta dalla nostra città e offerta al comune di Civitavecchia, firmata dal presidente dell’associazione Pro Tarquinia. Lo capirei se la denominazione fosse stata associazione Contro Tarquinia. Vogliamo e dobbiamo sapere cosa è successo e quale è la reale motivazione di questa decisione scellerata e ingiustificata che determina la sconfitta di tutti, della Pro Tarquinia, dell’amministrazione comunale e dell’intera città”.
Risposte parziali arrivano proprio da Paolo Giorgi, presidente dell’associazione Pro Tarquinia e tra i protagonisti della conferenza stampa.
“Abbiamo presentato i piani di sicurezza il prima possibile – rivela Giorgi – ma il 14 aprile abbiamo ricevuto la nota del prefetto di Viterbo che annunciava la cancellazione dell’evento per mancanza di tempo. Nel contempo, attraverso alcuni imprenditori ed espositori, è balenata la possibilità di poter avere un supporto da Civitavecchia. I tempi erano brevi ma l’amministrazione ha fatto miracoli. Giovedì è stata convocata una riunione dal comitato di sicurezza, in prefettura, dove sono stati esaminati i piani di sicurezza e miracolosamente tutto è diventato possibile. Ormai non potevamo fare retromarcia, dispiace ma non avevamo altre possibilità”.
Samuele Sansonetti
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