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Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – “Riteniamo che i tempi per riportare le donne ad occupare posti di lavoro in ceramica siano maturi – esordisce Mastrogiovanni -. Dopo la riconversione delle stoviglierie in aziende ceramiche e la conseguente emorragia occupazionale delle donne abbiamo assistito negli anni ad un lento ed inesorabile declino di posti di lavoro al femminile. Oggi, però, i tempi sono cambiati. Bisogna intervenire con idee e soluzioni innovative”.
“Grazie all’innovazione tecnologica è possibile ricollocare la donna all’interno del ciclo produttivo. Assistiamo negli anni a forti investimenti da parte delle aziende destinate all’efficientamento tecnologico che contestualmente abbatte una serie di rischi e pericoli derivati dalla manualità dei carichi e la lavorazione dei manufatti. Bene, in questo nuovo contesto si potrebbero aprire per le donne nuove opportunità di reinserimento nei processi produttivi aziendali”.
“Ricordiamo – prosegue il segretario Femca Cisl – che storicamente la donna nelle aziende ceramiche ha ricoperto un ruolo fondamentale soprattutto nel settore delle stoviglierie. Ruolo che pian piano è andato scomparendo ma che noi, attraverso la nostra proposta, vorremmo riportare in auge, in modo particolare nel settore sanitario che, seppur contratto dagli elevati costi energetici, è in costante crescita”. “Se le nostre proposte verranno accolte, come ci auguriamo avvenga da parte del mondo imprenditoriale, – conclude Mastrogiovanni -, ci avvieremo verso un lento e progressivo riequilibrio di genere all’interno di un settore che da troppi anni ha visto una schiacciante predominanza maschile“.
L’idea di un ricollocamento occupazionale delle donne nel settore ceramico arriva al termine dell’incontro dello scorso 28 marzo focalizzato sul ruolo della donna nell’ambito sindacale, lavorativo e sociale. “Una riflessione condivisa sul mondo del lavoro – ha esordito Fortunato Mannino, segretario generale Ust Cisl – e sull’operato delle donne, che deve essere al centro del nostro impegno sindacale. Ai giorni nostri è importante che le donne abbiano pari diritti rispetto agli uomini, soprattutto a livello contrattuale e salariale e ciò purtroppo non sempre avviene”. “Come la banca d’Italia ha ricordato – ha infine sottolineato Mannino – se le donne entrassero nel mondo del lavoro e avrebbero parità di diritti, il Pil aumenterebbe di 7 punti. Questo significa che la donna nella società attuale non è valorizzata quanto merita e noi, come organizzazione sindacale, lavoreremo affinché questo gap venga appianato per il bene stesso delle donne e del mondo del lavoro in generale”.
Femca Cisl
