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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Con la scomparsa di Giuseppe D’Angelo se ne va un’altra grande parte della destra viterbese: quella delle idee, della sua tradizione storica, della sua autentica passione sociale.
“Pippi” per tutti noi, allora giovani che ci avvicinavamo alla politica, è stato un punto di riferimento. Segretario del Msi, consigliere comunale negli anni più difficili per chi aveva scelto di militare a destra, profondo conoscitore della città e dei suoi concittadini, ha per tanti anni contribuito a rendere credibile un’opposizione capace nel 1995 di diventare maggioranza e di conquistare il comune di Viterbo.
Assessore alla cultura nella mia giunta, fu lui il protagonista del restauro della sala Regia, del recupero della collezione pittorica, della venuta a Viterbo del Maestro Balthus, della promozione turistica di Viterbo, di tante altre iniziative di livello.
L’ho incontrato per l’ultima volta circa un mese fa. Parlammo come sempre della “nostra” destra e di quanto ci mancasse quello spirito di rinnovamento che oggi non trovavamo più nell’attuale essere della politica. Ma non si era arreso, come mai ha fatto nella sua vita.
Marcello Meroi
