L’ospedale di Tarquinia
Viterbo – Un centro per affrontare il long Covid, ossia la condizione che riguarda quelle persone con strascichi importanti dell’infezione a settimane dal tampone negativo. Il centro è stato organizzato dalla Asl di Viterbo ed è coordinato dal dottor Mauro Vannicola. “Si occupa – spiega l’azienda sanitaria – del follow-up dei pazienti precedentemente affetti da malattia Covid per l’individuazione e il trattamento delle sequele cliniche dell’infezione, tramite una équipe multidisciplinare composta da pneumologi, radiologi, cardiologi, infettivologi, nefrologi, internisti, neurologi, psicologi e gli specialisti della riabilitazione respiratoria e neuro-motoria”.
Diverse competenze specialistiche messe insieme per offrire servizi di cura dedicati resi necessari dalla grande varietà di sintomi provocati dal long Covid. I più diffusi, secondo l’Istituto superiore di sanità, sono l’astenia, cioè la debolezza, “importante e persistente”. Ma anche l’anoressia, la febbre che ritorna, dolori di vario tipo e la stanchezza. Pure mentale, con difficoltà di concentrazione e problemi di memoria. “È stata riscontrata — scrivono i ricercatori — un’ampia gamma di danni a lungo termine su organi del sistema respiratorio, cardiovascolare, nervoso, gastrointestinale, ematologico, endocrino, dell’apparato otorinolaringoiatrico, sulla cute e sui reni”.
Il centro post Covid della Tuscia ha due sedi: la principale all’ospedale di Tarquinia e la distaccata a Belcolle, entrambe nei rispettivi ambulatori di pneumologia. “Il paziente – afferma la Asl di Viterbo – viene valutato in maniera integrata e tempestiva al fine di individuare un percorso di cura che faciliti il suo completo reinserimento nella vita sociale e lavorativa dopo l’esperienza della malattia. Per i singoli percorsi specialistici saranno attivati, qualora necessario, i relativi accertamenti diagnostici strumentali e di laboratorio, le procedure e i trattamenti in base alla specifica sintomatologia clinica”.
Il long Covid colpisce soprattutto le donne, gli anziani, le persone sovrappeso o obese e quelle che il virus ha fatto finire in ospedale. Ricoverate. I numeri del centro della Tuscia: fino a cinquecento prime visite all’anno, tra le 800 e le mille prestazioni di diagnostica strumentale e la presa in carico di trecento pazienti viterbesi e di cinquanta provenienti da altre Asl. L’assistenza è anche domiciliare, grazie alla telemedicina. L’accesso è diretto. A Tarquinia il martedì dalle 14 alle 16,30 e il giovedì dalle 8,30 alle 11. A Viterbo il giovedì dalle 9 alle 14.
Nella Tuscia ieri, giorno di Pasqua, sono risultate positive al Coronavirus 257 persone, per un totale di 66mila 322 dall’inizio della pandemia. Un decesso, che salgono a 610. Nessun morto nel resto dell’alto Lazio. La Asl Roma 4 ha registrato 278 nuovi casi, mentre l’azienda sanitaria di Rieti 169.
