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Manutentori verde, il nuovo capo Dap Carlo Renoldi: “Carcere che si apre alla comunità”

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Università - Cerimonia di consegna degli attestati ai "manutentori del verde" del tribunale

L’intervento in video collegamento del nuovo capo del dipartimento amministrazione penitenziaria ministero della giustizia, presidente Carlo Renoldi


Viterbo – (sil.co.) – Si è aperta con l’intervento in video collegamento del nuovo capo del Dap, Carlo Renoldi, la cerimonia di consegna degli attestati di “manutentori del verde” ai quattro detenuti del carcere di Mammagialla e ai percettori di reddito di cittadinanza selezionati dal Comune, che si sono guadagnati le competenze sul campo, lavorando come giardinieri presso il “Giardino della solidarietà” del palazzo di giustizia del Riello, inaugurato lo scorso 22 giugno alla presenza della ministra della giustizia Marta Cartabia.

Per il capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria una delle prime uscite pubbliche dopo la nomina. Renoldi, 53 anni, originario di Cagliari, già magistrato penale e poi di sorveglianza, parlando del progetto realizzato a Viterbo lo ha definito “espressione di un modello da guardare”, “carcere che si apre alla comunità, espressione di interlocuzione attiva, fare rete con la società civile”, sottolineandone il ruolo di “chiave di volta”, “modello di integrazione, coinvolgimento, interazione utile”.


Viterbo - La ministra Marta Cartabia in visita al Giardino della solidarietà

Viterbo – La ministra Marta Cartabia all’inaugurazione del Giardino della solidarietà


“Il carcere – ha detto il presidente del Dap, Renoldi – è una comunità nella comunità, non un mondo chiuso da rimuovere dalla vista”. “I processi di integrazione e reinserimento – ha proseguito il capo del Dap – realizzano il principio costituzionale del rispetto della persona, della pena come fattore di reinserimento”.

I quattro detenuti-giardinieri sono Moreno, Luigi, Roberto e Franco che, una volta espiata la pena, potranno aspirare a un impiego come “tecnici manutentori del verde”.

Per ora hanno imparato, facendo i “giardinieri” a titolo volontario e gratuito, con l’assicurazione contro gli infortuni pagata dall’ordine degli avvocati. Lo scorso 22 giugno Luigi – detenuto, giardiniere e anche poeta – ha regalato alla Guardasigilli Cartabia una raccolta di sue poesie pubblicata grazie all’associazione ex studenti dell’Unitus e – commosso e commovente – ne ha declamata una dal titolo “La lavagna”. 


Università - Cerimonia di consegna degli attestati ai "manutentori del verde" del tribunale

L’intervento del garante nazionale dei detenuti Mauro Palma


Davanti a una folta platea, nell’aula magna del rettorato che ha fatto da sfondo alla manifestazione di ieri, la riconferma che il progetto avrà un seguito e che una seconda edizione del corso è già in fase organizzativa. 

Premiando la collaborazione tra privati e istituzioni che ha permesso di concretizzare il progetto “manutentori del verde”, il garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale Mauro Palma ha sottolineato l’importanza e la necessità di proseguire su questa strada. “In Italia 1260 detenuti sono studenti universitari – ha rimarcato Palma – ma tra i soli detenuti italiani ci sono anche 870 analfabeti e altri 5mila che hanno solo la licenza elementare, che non hanno neanche finito le scuole dell’obbligo”.  

Intanto a Viterbo, grazie anche ai detenuti, spicca il “Giardino della solidarietà”, un trionfo di oltre 800 tra alberi, arbusti e piante fiorite laddove fino a poco tempo fa c’era il deserto. Un parco di oltre 6mila metri quadrati del palazzo di giustizia che forse non tutti sanno essere di proprietà di Palazzo dei Priori.


Università - Cerimonia di consegna degli attestati ai "manutentori del verde" del tribunale

Università – Ieri la cerimonia di consegna degli attestati ai “manutentori del verde” del tribunale


 “Un credito di speranza per chi sta pagando il suo debito alla società”, ha detto il presidente dell’ordine degli avvocati Stefano Brenciaglia, sottolineando come lasci l’amaro in bocca sentire ancora gente che, parlando dei detenuti, si lascia andare a commenti come “buttate la chiave”. 

“Il sorriso di un detenuto condannato da questo tribunale che la mattina, quando entro, mi dice ‘buongiorno giudice’ mentre è intento nel suo lavoro, è il modo migliore per cominciare la giornata”, ha detto con grande umanità il presidente del tribunale Eugenio Turco, che ha preso il posto di Maria Rosaria Covelli la scorsa estate, quando la ex presidente, anima del progetto, è stata nominata capo dell’ispettorato generale al ministero della giustizia. 

Non poteva mancare alla consegna degli attestati, Maria Rosaria Covelli, seduta vicino al procuratore capo Paolo Auriemma, a Viterbo da 6 anni, mentre diceva “abbiamo raggiunto una tappa”, ribadendo il suo impegno di uomo e di magistrato nei confronti del fine riabilitativo, rieducativo e di reinserimento sociale della pena. 


Università - Cerimonia di consegna degli attestati ai "manutentori del verde" del tribunale

Il procuratore capo Paolo Auriemma, l’ex presidente del tribunale Maria Rosaria Covelli e il rettore Stefano Ubertini


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