Roma – “Vogliamo meno smart working e più attività in presenza, in sicurezza e in realtà lavorative per i Pcto, i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”. A protestare sono gli studenti delle scuole italiane che hanno svolto le loro ore di scuola-lavoro da remoto.
Scuola – Una classe
Durante la pandemia, il 67% degli studenti italiani si è trovato a affrontare le ore di scuola-lavoro in smart working senza metter in pratica le proprie competenze in campi lavorativi.
Solo il 37% degli alunni dell’ultimo triennio delle superiori ha svolto un pcto entrando in contatto con le aziende nonostante l’emergenza sanitaria in corso.
“L’ex alternanza scuola lavoro, ora pcto, non va abolita – sottolinea Daniele Grassucci, direttore del portale degli studenti online -, perché esistono esperienze in questo ambito che lasciano gli studenti molto soddisfatti. Purtroppo non sempre i progetti pcto sono fatti a misura di studente. Solo 1 studente su 3 giudica positivamente le attività che gli sono state proposte negli ultimi due anni scolastici. Ma ci sono alcuni elementi che aumentano il tasso di soddisfazione”.
“La coerenza con gli studi, la sicurezza, la possibilità di misurarsi con attività pratiche in reali luoghi lavorativi senza smart working, la presenza di una figura che li segua passo passo durante le attività sono aspetti graditi dagli alunni che hanno svolto questi progetti in realtà lavorative”, continua Grassucci.
Con la fine dello stato d’emergenza tornano a pieno regime i viaggi d’istruzione. E non solo. Limitazioni e complicazioni dei percorsi di alternanza scuola-lavoro si riducono. Un numero maggiore di studenti potrà finalmente tornare a contatto con i luoghi di lavoro reali e, soprattutto, in presenza.
Durante la pandemia, il contatto con aziende e uffici è quasi del tutto scomparso. Il 56% degli alternanti si è dovuto accontentare esclusivamente di corsi teorico pratici.
Il 24% ha sperimentato un po’ di pratica aziendale attraverso delle simulazioni.
“Gli studenti non chiedono la luna, ma progetti di qualità, che con un’opportuna sinergia tra mondo del lavoro e scuola è possibile regalare loro”, conclude Daniele Grassucci.
