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E’ morto Marcello Vincenti, storico delegato della Cisl

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Viterbo – E’ morto Marcello Vincenti, storico delegato della Cisl di Viterbo. Aveva 62 anni ed era stato colpito da un male che lo ha portato via in pochissimi giorni.

“Era un gigante buono con un cuore immenso – ha detto il segretario generale della Fai Cisl del Lazio, Claudio Tomarelli -. Insieme abbiamo condiviso tante battaglie, a partire dalle lotte interne alla centrale di Montalto di Castro”.

I funerali si svolgeranno domani pomeriggio alle ore 15 nell’abbazia di San Martino al Cimino dove Vincenti viveva.


Marcello Vincenti

Marcello Vincenti


“Marcello era una persona sempre presente, per tutti. Un uomo straordinario, umile. Insieme, alla fine degli anni ’80, andammo in Polonia a dare il nostro sostegno a Solidarnosc, il sindacato che lottava contro il regime comunista provocandone il crollo”.

Il viaggio in Polonia risale al luglio del 1988. Assieme a Vincenti e Tomarelli, c’erano anche Sandro Mancinelli, Arduino Troili, Raffaele D’Orazi e Paolo Cuccello. Oltrepassarono il confine per consegnare a Solidarnosc l’equivalente di un migliaio di euro di oggi e firmare un protocollo. “Le segreterie regionali Cisl Viterbo – riporta il protocollo del 1988 – e la commissione regionale esecutiva delle regioni Rzeszow, Stalova Wola, Przesyslnszz Solidarnosc, considerando la fraternità e solidarietà di tutti i lavoratori nella loro lotta per la pace, giustizia e diritti dell’uomo e volendo ciò esprimere in modo concreto, decidono di concludere un accordo di gemellaggio”. Un gemellaggio storico, per la Tuscia e il sindacato, cui Vincenti prese parte.

Marcello era infine una persona che non chiedeva niente, ma dava tantissimo. Oggi – ha sottolineato Claudio Tomarelli – tutto il paese di San Martino si è seduto davanti casa sua vicino palazzo Doria Pamphilj in segno di riconoscenza e rispetto nei confronti di una grande persona”. 

“Per me era come un fratello – ha detto infine l’amico Sandro Mancinelli – una persona di una generosità assoluta e di una serietà e onestà totali. Un uomo che stava sempre dalla parte dei lavoratori. Insieme abbiamo condiviso le battaglie del sindacato, l’amicizia e la passione per la caccia. Era uomo della sua terra e gli volevano bene veramente tutti. Aveva un senso della giustizia più unico che raro. Una morte che ha colpito”. 

“A tutta la sua famiglia – hanno concluso Mancinelli e Tomarelli – vanno le nostre più sentite condoglianze e tutta la nostra vicinanza e il nostro affetto”.

Daniele Camilli


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