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“Assenze assordanti a questo convegno, che denotano indifferenza per la violenza di genere”

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Viterbo – “Oggi qui ci sono tante assenze assordanti, che denotano indifferenza di fronte al tema della violenza di genere. Le stesse assenze le vedo nelle periferie, dove stanno la violenza e il degrado sociale. Questa disattenzione è il vero scandalo. Garantire la sicurezza è una responsabilità e non un potere, bisogna essere aperti all’ascolto”. Sergio De Caprio, il capitano Ultimo, parla con toni decisi al convegno sulla violenza di genere organizzato ieri da Mosap e Nsc alle Terme dei papi. E si rivolge, più che ai presenti, alle sedie vuote.


Viterbo - Il convegno sulla violenza di genere di Nsc e Mosap

Viterbo – Il convegno sulla violenza di genere di Nsc e Mosap


L’uomo divenuto celebre nel 1993, quando comandò l’unità del Ros dei carabinieri che arrestò il capo di Cosa nostra Totò Riina, è l’ospite più atteso all’evento viterbese e, nel suo intervento, si scaglia contro “gli assenti, quelli che sono distratti e superficiali e confondono il servire col servilismo”. Però non fa nomi, così per capire esattamente a chi si rivolge bisognerebbe vedere la lista completa degli invitati e controllare chi ha marcato visita.

Tra i presenti, in ogni caso, ci sono il questore e il presidente della provincia di Viterbo, Giancarlo Sant’Elia e Alessandro Romoli, Franco Pacifici in rappresentanza della procura di Viterbo, lo scrittore ed ex magistrato Giancarlo Capaldo, oltre ai numerosi relatori chiamati a esporre i loro interventi: magistrati, docenti, sociologi e attivisti delle associazioni a tutela delle donne. Il tema scelto è “Violenza di genere: il codice rosso alla prova dei fatti”.

Al tavolo dei padroni di casa i segretari nazionali Nsc e Mosap, Roberto De Stefano e Fabio Conestà, la presidente nazionale dell’Nsc, Monica Giorgi, e i segretari provinciali Nsc e Mosap, Giuseppe Mancuso e Marco Nicoletti, che hanno coordinato l’organizzazione dell’evento.



“Oggi in Italia c’è un sindacato libero che combatte per temi come la violenza di genere, vuol dire scardinare il servilismo istituzionale e far vincere i servitori dello Stato. Fatelo. Facciamolo” è l’appello del capitano Ultimo.

“Io vivo in periferia – continua De Caprio – vedo la violenza e il degrado sociale. E vedo anche le assenze, le stesse assenze che noto qui. La sicurezza dei cittadini deve essere partecipata. Non sono parole, è una cosa che va fatta. Garantire la sicurezza è una responsabilità e non un potere, bisogna essere aperti all’ascolto e anche alle critiche. Bisogna coinvolgere i cittadini e i sindaci”.

“I sindaci – conclude l’ex ufficiale dei Ros – partecipano ai tavoli per l’ordine pubblico non perché è una passerella, ma perché il popolo deve parlare di sicurezza. I cittadini sono il vero esercito della sicurezza”.

Tra gli interventi tecnici, spicca quello di Maria Monteleone, per anni a capo del pool che si occupa di violenza di genere alla procura di Roma e tra le massime esperte dei reati di violenza di genere in Italia. L’ex magistrato spiega che i “femminicidi sono ripartiti equamente su tutto il territorio nazionale, ma non esiste nessun tribunale in Italia che abbia un Gip specializzato su questo tipo di reati”.

Secondo Monteleone “la formazione e la specializzazione degli operatori sono fondamentali, ma ci sono categorie di professionisti, come gli avvocati e gli psicologi, che ignorano completamente l’importanza della formazione nel campo della violenza di genere”.


Sergio De Caprio

Sergio De Caprio


Monica Giorgi dell’Nsc spiega che “la formazione per chi deve intervenire in casi di violenza di genere è determinante, perché permette di riconoscere più in fretta di fronte a che tipo di reato ci si trova. Carabinieri e polizia, infatti, sono quelli che arrivano per primi sul posto e per primi devono cercare di capire esattamente cosa è successo”.

Lunga la trafila delle relazioni, che vede protagonisti i sostituti procuratori di Viterbo Paola Conti, Eliana Dolce e Michele Adragna, Carla Centioni del centro antiviolenza Penelope, Roberto Ricciardi della questura di Viterbo, il docente Unitus e avvocato penalista Antonello Madeo, i sociologi Sabatino Mastronardi e Leonardo Labeille e l’ex questore di Viterbo Lorenzo Suraci.

“Siamo emozionati dall’eccellente risultato di questo convegno, che sarà il primo di una lunga serie. Qui non ci sono colori né bandiere, ma solo lavoro per l’interesse e la crescita del personale” commentano a fine giornata Giuseppe Mancuso e Marco Nicoletti.

Alessandro Castellani


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