Viterbo – (sil.co.) – Padre accusato di violenza sessuale continuata in danno della figlioletta minore di 10 anni, ascoltati i consulenti nominati dal tribunale.
Davanti al giudice Giacomo Autizi, il medico legale Mariarosaria Aromatario e il ginecologo Francesco Torcia cui quattro mesi fa è stata affidata una perizia super partes, per stabilire se le conclusioni dei sanitari dell’ospedale di Belcolle possano essere compatibili con la violenza così come contestata all’imputato.
Per la difesa è stato invece sentito il ginecologo Giuseppe Giulianelli.
Viterbo – Polizia
Aromatario e Torcia sono stati nominati lo scorso 9 dicembre e ascoltati in aula assieme al consulente di parte Giulianelli il 31 marzo.
L’imputato – un quarantenne arrestato dalla squadra mobile e finito ai domiciliari col braccialetto elettronico a dicembre 2020 – lo scorso 30 settembre ha chiesto di essere processato con l’abbreviato condizionato alla produzione della documentazione del proprio consulente, poi depositata all’udienza del 21 ottobre.
Il delicato processo, destinato a celebrarsi a porte chiuse per la minore età della presunta vittima, è stato rinviato al 12 maggio per le conclusioni della pm Paola Conti e al 26 maggio per quelle del difensore di parte civile Remigio Sicilia e dell’avvocato Giuliano Migliorati che invece assiste il padre. In virtù del rito, l’uomo, in caso di condanna, potrà usufruire dello sconto di un terzo della pena.
Torcia e Aromatario si sono limitati, secondo quanto disposto all’affidamento dell’incarico, ad analizzare il referto medico, redatto dai sanitari di Belcolle all’esito della visita ginecologica effettuata il 30 ottobre 2020 in ospedale, senza sottoporre a una nuova visita la piccola.
Entrambi hanno escluso la necessità di disporre una ulteriore visita sulla minore, le cui condizioni potrebbero secondo loro essere compatibili con una violenza esercitata, evidenziando come la particolare conformazione non escluda che ci possa essere stata violenza senza che ce ne siano tracce. Particolarmente vibrato il confronto con il consulente tecnico dell’imputato.
Secondo l’accusa, tra il 2017 e il 2018, il padre della piccola avrebbe compiuto, in più circostanze e lungo un arco di tempo di molti mesi, atti sessuali completi in danno della propria figlia, che al momento dei fatti aveva un’età di 9 anni e che al momento dell’arresto già non viveva più col genitore.
Solo successivamente la parte offesa ha maturato la determinazione a confidarsi con la madre, che si è subito rivolta alla mobile della questura di Viterbo per sporgere la denuncia, sfociata nell’arresto del padre.
Articoli: Padre accusato di rapporti sessuali con la figlia di 9 anni, affidata perizia medico legale – Padre orco”, ma la figlioletta è vergine… – Rapporti sessuali completi con figlia di 9 anni, a giudizio “padre orco” – Violenza sessuale sulla figlia di 9 anni, arrestato
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
