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Conflitto russo ucraino, impatto pesante per l’economia civitonica

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Fabio Ricchiuto, segretario Uiltec-Uil

Fabio Ricchiuto, segretario Uiltec-Uil

Civita Castellana – Il distretto ceramico di Civita Castellana vittima degli effetti del conflitto russo ucraino. Materie prime e gas alle stelle, costi insostenibili e primi ricorsi alla cassa integrazione.

La degenerazione del conflitto tra Russia e Ucraina è destinata ad avere ripercussioni tangibili sulle imprese italiane che hanno interessi commerciali o attività in entrambi i Paesi. Non solo come conseguenza di una guerra vera e propria sul territorio ucraino, ma anche a seguito delle sanzioni che l’Unione europea potrebbe adottare nei confronti della Russia e delle repubbliche del Donbass.

Nubi scurissime si stanno addensando sul polo della ceramica di Civita Castellana, che dopo aver superato i livelli di export del periodo pre-pandemia, ha visto aumentare i costi per il gas e le materie prime vertiginosamente, rendendo il peso insostenibile.

E’ molto pessimista Fabio Ricchiuto, segretario Uiltec-Uil: “I lavoratori sono coloro che pagheranno lo scotto maggiore di questa situazione economica. Era stato molto faticoso, per le aziende, sopravvivere alla pandemia, ci si stava riprendendo anche grazie al bonus 110%. Tanti gli ordini, i nostri sono materiali di ottima qualità. C’erano anche aziende che avevano approntato un piano di assunzioni. Ed invece questo conflitto ha bloccato tutto. Non solo non si assume, ma si inizia a ricorrere alla cassa integrazione”.

In questi giorni in ballo c’è anche il rinnovo del contratto integrativo per i lavoratori della ceramica, le parti sociali hanno come obiettivo quello di ridare consistenza all’accordo precedente, scaduto nel 2007 e rimasto poi congelato per la crisi che ha colpito il settore, a cui è seguito l’assorbimento di alcuni capitoli dell’integrativo all’interno del contratto collettivo nazionale di lavoro.

Confida in una chiusura rapida e di portare a casa qualche risultato Ricchiuto: “Con una tassazione del 10% puntiamo a migliorare il welfare e il premio di produttività per i dipendenti. Oltre agli sgravi fiscali e ai vari bonus”.


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