Viterbo – Geloso della compagna di 52 anni, un 35enne finisce a processo per maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e rapina.
La vittima è finita due volte a Belcolle in un mese. La seconda con una prognosi di 25 giorni, a causa di un trauma cranico e cervicale e dei vistosi lividi riportati al collo dopo che il compagno aveva tentato di strozzarla.
Il giorno di ferragosto, durante l’ennesima scenata di gelosia, l’avrebbe mandata una prima volta in ospedale, dopo averla presa per il collo, colpendola con schiaffi e pugni in faccia e scaraventandola a terra. Il tutto coprendola di insulti come “puttana” e simili nonché minacciandola di morte.
Polizia al pronto soccorso – Immagine di repertorio
I fatti risalgono alla scorsa estate quando, tra luglio e settembre, l’imputato, complice l’alcol, non avrebbe perso occasione per spiare la convivente, prendendole costantemente il telefono al fine di controllarne messaggi e telefonate e reagendo in maniera furibonda di fronte al suo disappunto, prendendosela prima solo con le cose e poi con la stessa vittima, selvaggiamente picchiata in più occasioni e costretta per l’appunto a ricorrere due volte alle cure dei sanitari dell’ospedale di Belcolle.
Il 20 settembre 2021, la vittima sarebbe finita di nuovo al pronto soccorso, con una prognosi di 25 giorni, dopo essere stata presa nuovamente per il collo e colpita con un pugno in faccia dal compagno, convinto che lei avesse cancellato dei messaggi “sospetti” che secondo il 35enne avrebbe scambiato con altri di nascosto.
Senza contare i danni in casa. L’imputato, durante le sue incontenibili sfuriate, avrebbe distrutto porte, mobili e suppellettili, dai piatti al televisore al telefonino sottratto alla vittima. motivo per cui deve rispondere anche del reato di rapina.
L’avvocato Giorgia Falchi del foro di Viterbo
Il processo, che entrerà nel vivo il prossimo 14 settembre con l’audizione della vittima, si è aperto mercoledì scorso davanti al collegio del tribunale di Viterbo. Entrambi i componenti della coppia sono d’origine romena.
Tra le prove raccolte nel corso delle indagini, condotte dalla squadra mobile e coordinate per la procura dal sostituto Michele Adragna, oltre ai referti dei due accessi al pronto soccorso, è stato acquisito anche un filmato.
Il 34enne è difeso dall’avvocato Giorgia Falchi, mentre la cinquantenne si è costituita parte civile con l’avvocato Luigi Mancini.
– Afferra per il collo la ex colpendola con un pugno al volto e minacciandola di morte
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

