Il tribunale di Terni
Terni – Rapinatori seriali di farmacie, entrambi gli imputati sono stati condannati a 4 anni e 8 mesi di reclusione con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato per due colpi a mano armata nel giro di poche ore in Umbria. Sono i banditi viterbesi in trasferta traditi dalle scarpe e da 70 euro in soldi spicci, accusati anche di un terzo colpo in Toscana.
Gli imputati, un 47enne originario del Casertano e residente a Montalto di Castro e un 43enne originario di Bologna ma residente a Viterbo, difesi dagli avvocati Norina Scorza e Luigi Mancini, sono stati processati ieri davanti al gup Simona Tordelli del tribunale di Terni.
Il 43enne, esecutore materiale dei colpi, è stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione per rapina aggravata in concorso con il 47enne che gli faceva da palo, mentre è stato assolto dall’accusa di porto abusivo di arma, in quanto la pistola con cui ha minacciato le vittime sarebbe risultata un ferrovecchio.
Entrambi pluripregiudicati, in trasferta dal Viterbese nelle vicine Umbria e Toscana, sono stati arrestati a giugno dell’anno scorso dalla mobile ternana per due colpi messi a segno il 29 marzo 2021 a Terni e aPonte San Giovanni in provincia di Perugia.
Devono inoltre rispondere di un terzo colpo, un tentativo di rapina messo a segno il 7 aprile 2021 in Toscana, sempre in una farmacia, per il quale sono stati arrestati in flagranza dalla polizia di Grosseto, due mesi prima dell’ulteriore mosura di custodia cautelare per le due rapine in Umbria.
Il 43enne “rapinatore solitario” è tuttora in carcere a Grosseto, mentre il 47enne che gli faceva da palo ha ottenuto nel frattempo i domiciliari.
Rapinatori seriali di farmacie – Il colpo a Terni del 29 marzo 2021
A Terni colpo da 2mila euro, 70 dei quali spicci
Il primo colpo per il quale ieri sono stati condannati risale a poco dopo mezzogiorno del 29 marzo 2021 presso la farmacia di viale della Stazione, a Terni, dove il 43enne ha fatto irruzione col volto travisato e una pistola in mano, scarrellando l’arma, puntandola contro il titolare per costringerlo a sdraiarsi a terra e minacciando il personale facendosi consegnare così duemila euro in contanti dalla cassa, tra cui 70 euro spicci, dandosi alla fuga con il complice che faceva da palo e lo aspettava fuori in auto col motore acceso.
A Perugia colpo da 1700 euro dopo due ore
La coppia si è quindi diretta verso Perugia mettendo a segno, alle 14, 20, la seconda rapina a Ponte San Giovanni. Anche in questo caso è stato il 43enne a fare irruzione armato e col volto travisato all’interno della farmacia mentre il 47enne lo aspettava in macchina a circa 70 metri. Pistola alla mano, il rapinatore “solitario” l’ha puntata contro un commesso, la direttrice e un cliente che stava entrando, facendo mettere circa 1700 euro d’incasso in una busta beige e obbligando le vittime a sdraiarsi per terra prima di scappare.
Sosta rivelatrice ad Acquasparta
Dai filmati di Terni è stato individuato il rapinatore con addosso un paio di scarpe blu, trovate abbandonate su un marciapiedi nei pressi della farmacia. Grazie ai filmati di Ponte San Giovanni, invece, si è visto che il rapinatore indossava un paio di scarpe chiare.
A sciogliere il giallo ci hanno pensato le telecamere lungo il percorso, presso un’area di sosta di Acquasparta, durante il tragitto per Perugia, che hanno immortalato due sospetti, uno dei quali con un paio di scarpe compatibili con quelle del rapinatore di Ponte San Giovanni che ha chiesto al titolare dell’esercizio di cambiare monete per un importo di 70 euro (la stessa cifra in monete portata via dalla farmacia ternana). Ultima chicca, la macchina su cui viaggiavano, visibile anche in viale della Stazione, è risultata intestata alla madre del 47enne.
Silvana Cortignani
Articoli: Rapinatori seriali di farmacie traditi da una manciata di spicci, scarpe e auto… – Due rapine in farmacia a Terni e Perugia, in manette due residenti nel Viterbese
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

