Viterbo – Torna a splendere la “Sepoltura di Cristo”. L’unica tela ad oggi conosciuta di Paris Nogari è stata restaurata grazie a un’intervento realizzato dalla fondazione Carivit, in collaborazione con la diocesi di Civita Castellana e con l’alta sorveglianza della Soprintendenza Sabap per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.
Viterbo – Presentazione restauro “La sepoltura di Cristo”
Il risultato del delicato intervento, eseguito dalla Keorestauro di Chiara Munzi e Giuseppe Ammendola, è stato presentato questa mattina presso la sala assemblee della fondazione Carivit. Ed è lì che la tela resterà fino a quando, tra alcune settimane, farà ritorno nella chiesa di San Famiano a Gallese, luogo di provenienza del dipinto.
“Il nostro compito – sottolinea il presidente della fondazione Marco Lazzari -, è quello di custodire l’arte e tramandare le opere alle future generazioni”. E proprio con questo spirito che la tela è stata sottoposta ai lavori di restauro. Alta 3,25 metri e larga 1,90 metri, già cinque anni fa era stata oggetto di un intervento di risanamento del supporto e di foderatura, che ne ha scongiurato il totale deperimento. Oggi, a cinque anni di distanza, un secondo intervento che ha restituito una maggiore leggibilità dell’opera, “in molte aree particolarmente lacunosa, e ha valorizzato – come spiega Luisa Caporossi, funzionario della Soprintendenza -, questo momento come opportunità di studio della tecnica esecutiva dell’artista Paris Nogari”.
“La sepoltura di Cristo” di Paris Nogari – Un dettaglio
La tela raffigurante la sepoltura di Cristo, da cui prender il nome, è attribuibile a Nogari, grazie al ritrovamento in passato di documenti relativi al contratto che il pittore stipulò a Roma il 23 aprile del 1579 con due membri della confraternita di san Famiano, in cui si impegnava a consegnare il lavoro concluso entro luglio di quell’anno. “La ragione è facilmente comprensibile dal momento che i primi di agosto ricorre la festività del santo” spiega la dottoressa Caporossi.
Viterbo – Presentazione restauro “La sepoltura di Cristo”
“Quando ho visto il risultato finale del restauro – commenta il sindaco di Gallesi Danilo Piersanti -, non ho potuto trattenere l’emozione. Non sono un tecnico, né tantomeno un esperto, ma lo trovo bellissimo. Per questo devo ringraziare la Soprintendenza, la fondazione Carivit e la diocesi di Civita Castellana. È grazie a loro se riusciamo a tutelare il nostro immenso patrimonio artistico”. Patrimonio che solo all’interno del territorio della diocesi di Civita Castellana si stima contenta oltre 15mila opere. Così come ricorda il direttore dell’ufficio dei beni culturali il dottor Canonici:“Disseminata nei 41 paesi sotto la nostra giurisdizione, abbiamo un’infinità di ricchezza e di opere d’arte, che sono però difficili da mantenere con i pochi fondi a disposizione, per questo non possiamo far altro che plaudere a iniziative del genere e ringraziare la fondazione Carivit per quello che ci ha permesso di fare”.
Da sinistra: Danilo Piersanti, Margherita Eichberg, Marco Lazzari
A parlare di mancanza di fondi è anche la soprintendente Margherita Eichberg. “Il patrimonio artistico dei 96 comuni che rientrano nel territorio di competenza della Soprintendenza Sabap è immenso. E tutelarlo, difenderlo e custodirlo sarebbe impossibile se non fosse per gli sforzi e la collaborazione con realtà come la. fondazione Carivit. Inoltre credo che bisognerebbe sfruttare al massimo gli sponsor, dato che la provincia di Viterbo è ricca di realtà produttive”. Poi un ultimo sguardo alla tela di Paris Nogari, che troneggia nella sala. “La presentazione di oggi – conclude l’architetto Eichberg -, non è la fine dei lavori. La vera conclusione di questo fantastico percorso, che verrà anche raccolto all’interno di un volume di prossima pubblicazione, sarà quando il dipinto tornerà a casa, nella chiesa di San Famiano”.
Barbara Bianchi
“La sepoltura di Cristo” di Paris Nogari




